Ieri si è tenuta la festa di fine stagione dell'Atletico Briganti. Un'idea nata dalla testa di pochissime persone che ha preso piede in pochissimo tempo, ha saputo imporsi all'attenzione di tutti, ha riscosso simpatia. I risultati nel primo anno non sono arrivati, ma ci poteva anche stare, il messaggio che, invece, questa società voleva far passare, beh quello è stato fin troppo chiaro. Un calcio diverso, un fenomeno che, da popolare, doveva diventare sociale con tutti i significati che il calcio sa dare. E allora, con tanto calore e colore, in giro per i campi sanniti per cercare di far capire che la diversità non esiste, che il calcio sa accomunare piuttosto che dividere, che alla fine della gara si chiude qualsiasi diverbio sorto sul rettangolo di gioco. E' bastato scendere in campo la prima volta per far capire di cosa sono capaci i “briganti”. E allora, tramite una comunicazione sul social network, arrivano i ringraziamenti dopo la festa che si è tenuta ieri sera al centro sociale Depistaggio.
“Quando abbiamo cominciato un anno fa, eravamo in 4/5 sognatori, ieri, invece, il centro sociale depistaggio era pieno di briganti. abbiamo fatto tante cose quest'anno e tanti progetti sono in cantiere per questa nuova stagione iniziata ufficialmente ieri.
Oggi non possono mancare i ringraziamenti. ringraziamo chi da un anno si sta impegnando per portare avanti la baracca, chi in questi giorni ci ha aiutato per organizzare la festa, chi ha cucinato per un esercito di persone, il centro sociale Depistaggio che è sempre disponibile, Daniela Zuzolo per la torta stupenda, Marco Petroni, le Sane Radici crew, Shark Emcee, Kento e tutte le persone venute da ogni dove. Cambiamo noi stessi per cambiare il mondo. Avanti briganti in direzione ostinata e contraria.
A fine mese ci sarà l'assemblea con tutti i soci, i calciatori e con chiunque si voglia avvicinare al progetto per organizzare la nuova "stagione".
Fabio Tarallo
