Da questa mattina sospesi tutti gli interventi operatori in neurochirurgia, i 38 posti di rianimazione e terapia intensiva sono pieni e i medici sono stati costretti a sistemare i pazienti nelle sale operatorie. Al Cardarelli di Napoli l'emergenza ha assunto dimensioni davvero preoccupanti. Nella sola notte appena trascorsi sono arrivate 138 persone al pronto soccorso.
Il direttore generale, Ciro Verdoliva, ha immediatamente convocato una riunione operativa per individuare altre strutture disponibili in cui traferire i pazienti. Il 118 sta monitorando continuamente la situazione dei posti letto disponibili presso gli altri ospedali della campania ma non è semplice convincere i familiari dei pazienti a seguire l'ambulanza in altre province come Avellino o Benevento.
"Non stiamo lasciando nulla di intentato ma soprattutto stiamo mettendo in campo tutto quello che è necessario per garantire un'assistenza professionale e dignitosa al paziente. Nessuno si sta risparmiando". Ha dichiarato il manager dell'ospedale più grande del mezzogiorno.
E mentre in città esplode il caos, il governatore De Luca si vede chiudere definitivamente la porta in faccia dal ministro della salute Beatrice Lorenzin che sulla sua nomina a commissario ha ingaggiato un braccio di ferro destinato a durare ancora a lungo. De Luca ha scritto anche al premier Gentiloni chiedendo l'applicazione della norma approvata in Parlamento che gli consente di gestire i poteri commissariali della sanità. Ma da Roma fanno sapere che ci sono motivazioni oggettive per un rifiuto. E la ragione sarebbe tutta nelle inchieste giudiziarie che coinvolgono il Governatore e il suo consigliere alla sanità, Enrico Coscioni, indagato per tentata concussione per le presunte pressioni ai manager delle asl. I rapporti tra la regione e i due commissari Joseph Polimeni e Claudio D'amario sono ormai compromessi. De Luca li ha attaccati frontalmente accusandoli di essere pagati per non fare nulla. A questo punto prende corpo l'ipotesi di una sostituzione dei commissari con tecnici maggiormente graditi a Palazzo Santa Lucia, una possibile mediazione che comunque non fa intravedere alla fine del tunnel alcun ritorno ai poteri ordinari.
