«Il mio sogno? Vincere la malattia e tornare a sorridere»

La storia di Giacomo Alvino: stilista d'alta moda in carrozzella

Da 9 anni il bruxismo gli impedisce di sorridere

Napoli.  

 

di Siep

 

Sorridere è sempre stata la sua arma per combattere. Andare avanti. Nonostante quella drammatica malattia, progressiva, inesorabile che, giorno dopo giorno, gli ha reso la vita difficile.

Ma per Giacomo Alvino sorridere è sempre stato il modo di affrontare l’handicap, la diversa abilità. Ha 45 anni e convive dalla nascita con una tetraparesi spastica legata ad un trauma subito al momento del parto. Grazie al sorriso ha sempre stemperato il dolore di una vita fatta di ostacoli. 

La sua è una vita straordinaria nella sua normalità, nonostante possa controllare bene, suo malgrado, appena un fascio di muscoli. Lui è uno stilista d'alta moda (ha lavorato, tra gli altri, con la maison Gattinoni), insegnante di fashion design, e ora anche scrittore. Non un "genio creativo" ma un uomo che, con l'aiuto della famiglia, degli amici e della sua forza d'animo, è riuscito a superare quelle barriere fisiche da cui, peraltro, non sembra mai sentirsi imprigionato, perché vive, crea e sogna come una persona tra tante.

In sintesi la tetraparesi spastica gli consente di muovere solo una tempia e una gamba. Ma grazie ad un cursore collegato al pc disegna, crea e fa sfilare in passerella i suoi abiti. E sorridere lo ha sempre aiutato.

Vivere, lottare, creare, lavorare, comunicare, superando ostacoli che ai “normali” appaiono impossibili: La sua storia è quella di un uomo animato da una allegra e invincibile forza vitale. Il suo racconto è quello della supremazia del potere della volontà sulle avversità.

Ora però la malattia gli ha tolto anche quell’unica arma. Il bruxismo gli ha consumato i denti. Ma Giacomo non molla, non si abbatte e usa il social per cercare soluzione e cura. Magari il post che ha scritto supererà i confini per arrivare dove deve e trovare un medico che abbia la cura. 

Ha scelto di pubblicare un post che in poche ore è diventato virale. «Da 9 anni — scrive — sorridere è un incubo per me, ormai ho i denti consumati. È un incubo perché amo ridere, vivere… uscire… “parlare” ed essere protagonista. Tutto ciò lo contino a fare, me lo impongo ogni giorno, altrimenti sarebbe finita. Credetemi, il fatto che abbia una tetra paresi spastica fin dalla nascita non mi pesa più di tanto. Certo… non gioisco, però ci convivo». Con queste parole Giacomo si rivolge a tutti i suoi amici.La speranza è che come un messaggio, lanciato come in una bottiglia nell’oceano virtuale, possa approdare nelle mani di chi ha cura e conoscenza, soluzione al suo problema. 

«Ho consultato vari dentisti, mi hanno sempre sconsigliato qualsiasi tipo d’intervento. Ci sono due difficoltà: l’anestesia, perché la mia spasticità è di origine neuro traumatica, e il fatto che qualora fosse installata una protesi, il bruxismo mi farebbe consumare anche quella. Secondo me, oltre ad una reale ed evidente difficoltà nell’operare, c’è anche una gran paura di farlo. Tuttavia, in questi ultimi anni, sono stati fatti passi enormi in questo tipo d’intervento e mi pare impossibile che non si possa fare qualcosa per me. Trovo alquanto anomalo che in alcuni paesi del “terzo mondo” facciano interventi maxillofacciali a persone malate e qui non si sperimenti abbastanza. Purtroppo non ho soldi, ma se dovesse venir fuori un professionista che fosse stimolato dalla mia situazione in qualche modo i soldi li troverò». 

Giacomo chiude così con la forza e speranza di andare avanti e farcela. La stessa determinazione che negli anni lo ha reso un uomo migliore.