Assenti di Stato. Campania patria dei furbetti

Quanto è diffuso il fenomeno dell'assenteismo e perché non bastano leggi e impronte digitali

Il caso del Loreto Mare è solo l'ultimo. Ma che fine hanno fatto tutti i dipendenti indagati in un anno?

Napoli.  

Ore 8,00, interno ospedale. Oppure Asl, un municipio, una sede Inps: scegliete voi. Questa storia la potete ambientare ovunque, basta che sia un ufficio pubblico. E che i dipendenti che vanno a timbrare il cartellino siano dipendenti statali. Ora guardateli bene. Guardate di nuovo. No non vi siete sbagliati. E' lo stesso signore con la camicia azzurra che passa più volte la scheda. Tre, cinque. Ce n'è un altro che lo fa anche venti volte. Oggi è il suo turno. Perché funziona così. Uno resta in sede e gli altri vanno a fare la spesa, passeggiate al mare, a giocare a tennis oppure, per i più fortunati, si va a prendere servizio in un altro posto: un ristorante o anche una clinica privata.

Li chiamano “furbetti del cartellino”. Il caso dell'ospedale Loreto Mare è solo l'ultimo in ordine cronologico. Negli ultimi mesi le forze dell'ordine hanno compiuto numerose operazioni in Campania. E sono centinaia gli indagati. Ma dopo il clamore tutto torna come prima. E la maggioranza continua a rimanere al proprio posto.

Ora si studiano le contromisure. Impronte digitali per tutti, dice il presidente De Luca. Intanto il Governo sta per attuare il decreto Madia con il suo decalogo anti fannulloni. Ma basteranno questi provvedimenti per debellare l'odiossissimo virus italico dell'assenteismo? Noi abbiamo qualche dubbio. Perché essere un “assente di Stato” non è una condizione estemporanea. E' un modo di vivere. Lo dicono i numeri. Guardate qui. 

La Linea è la trasmissione di OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) in onda tutti i giovedì alle 20,30. La conduce Rossella Strianese