Anche Napoli, dopo Milano e Roma, è scesa in piazza oggi per il clima secondo sciopero globale, dopo quello del 15 marzo promosso sulla scia dei ridaysForFuture. E come è accaduto in altre città il comune di Napoli si appresta ad approvare una delibera che dichiara l'emergenza climatica aggiungendosi a quelle già promosse in Italia dal movimento che è stato lanciato su scala internazionale da Greta Thunberg. Chi la proclama si impegna ad adottare politiche concrete di contenimento delle emissioni inquinanti per l’introduzione di energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nei settori della pianificazione urbana, nella mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, a piantare alberi ed incrementare il verde.
Centinaia di studenti e movimenti ambientalisti sono partiti da Piazza Garibaldi per un corteo fino a Piazza Municipio. Si contano già migliaia di persone. La portavoce dei TeachersForFuture, Monica Capo, ha invitato i dirigenti scolastici a giustificare i ragazzi assenti oggi e autorizzarli a partecipare all'evento.
Un corteo coloratissimo e pieno di cartelloni e striscioni con i simboli dei partiti (Lega, Pd, Forza Italia) marchiati di rosso con la scritta: "Colpevoli di cambiamento climatico". In prima fila il movimento Stop Biocidio che ragguppa decine di comitati ambientalisti della Campania, in particolare Napoli e Caserta, con la mamme della terra dei fuochi e gli attivisti di Bagnoli. In marcia anche una delegazione dei medici per l’ambiente, che in Campania sono impegnati a monitorare gli effetti dell'inquinamento sulla salute. Il messaggio che parte anche dalla nostra città è chiaro: se non ora, quando? Non c’è più tempo da perdere.
Aggiornamento. Un gruppo di manifestanti che sta partecipando al corteo Friday for Future, a Napoli, ha fatto irruzione negli uffici Enel in via Depretis. I ragazzi, con indosso tute verdi, sono entrati nella sede dell'azienda e hanno occupato gli infopoint. Enel è ritenuta «uno dei colossi energetici che sfruttano l'energia senza tutelare e preoccuparsi dei riflessi sul clima».
L'azione è rivendicata dai green block che, hanno spiegato i manifestanti, in maniera pacifica cercano di bloccare anche simbolicamente uffici e sedi di multinazionali che sfruttano l' ambiente.
