Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, affida a un messaggio intenso e carico di spiritualità l’attesa della città per la visita pastorale di Papa Leone XIV, in programma il prossimo 8 maggio.
“Napoli aspettava. Lo sapeva, forse, anche prima di saperlo”. Si apre così il testo con cui il cardinale descrive il legame profondo tra la città e il Santo Padre, sottolineando come Napoli sia capace di riconoscere chi arriva non da turista, ma per “abitarla”, anche solo per qualche ora.
Una città tra fede, ferite e speranza
Nel suo messaggio, Battaglia parla a nome dell’intera Chiesa partenopea: una Chiesa “fatta di vicoli e di mare, di famiglie che resistono e di giovani che sognano”. Una comunità viva, attraversata da contraddizioni ma radicata nella fede.
Napoli – si legge – “non è solo un luogo geografico. È una condizione umana”. Una città dove l’accoglienza è istintiva e la speranza non si è mai arresa del tutto. Ma anche un territorio segnato da difficoltà profonde:
- la mancanza di lavoro
- il divario sociale
- la presenza della criminalità organizzata che “continua a rubare futuro ai nostri figli”.
Parole che delineano il contesto sociale in cui si inserisce la visita pastorale di Leone XIV a Napoli, attesa come un segno di vicinanza e di incoraggiamento.
Sulle orme di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco
Nel messaggio viene richiamata la tradizione delle visite papali nel capoluogo campano. Dopo Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco, ora sarà Leone XIV a camminare per le strade di Napoli.
Un passaggio che Battaglia definisce carico di significato storico e spirituale, evocando anche le radici apostoliche della città, legate alla predicazione di san Paolo nel Golfo partenopeo.
“Questa città ha bisogno della sua pace”
Il cuore del messaggio è un invito: “Venga, Santo Padre. Questa città ha bisogno della sua pace”. Una pace “disarmata e disarmante”, capace di trasformare senza imporsi.
L’8 maggio Napoli si prepara dunque ad accogliere Leone XIV con le “braccia sempre aperte”, in un clima di attesa che unisce fede, identità e desiderio di riscatto sociale.
