Si è tolto la vita nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Antonio Meglio, il 39enne che lo scorso 5 marzo aveva seminato il panico a bordo di un bus al Vomero ferendo una giovane avvocatessa con un coltello, ha usato un lenzuolo per farla finita. La tragedia è avvenuta mentre l'uomo era piantonato dalle forze dell'ordine dopo la convalida del fermo. Un epilogo drammatico che trasforma un fatto di cronaca nera in un caso politico e sociale sulla gestione della salute mentale nelle carceri.
Il cortocircuito tra Giustizia e Sanità
La vicenda di Meglio, laureato in giurisprudenza e proveniente da una stimata famiglia di Pianura, è stata segnata da un rapido tracollo psicotico. Subito dopo l'arresto, l'uomo aveva manifestato gravi tendenze autolesionistiche, tentando di tagliarsi la gola e i polsi con una pen-drive che custodiva come un "tesoro" di presunte prove contro una truffa amorosa subita. Nonostante il suo legale, Gianluca Sperandeo, avesse chiesto una collocazione in una struttura sanitaria idonea, il 39enne è rimasto in un limbo tra il carcere di Poggioreale e i reparti ospedalieri.
Il Garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello, è intervenuto con parole durissime sulla vicenda: "In carcere si continua a morire di malattie, overdose, incuria e soprattutto per suicidio. Antonio si è tolto la vita mentre era piantonato; è l'ennesima prova che nelle nostre strutture si muore di abbandono".
I numeri di una strage silenziosa
Il suicidio di Meglio non è un caso isolato, ma l'undicesimo dall'inizio dell'anno a livello nazionale, il secondo in Campania dopo il decesso di un 24enne a Santa Maria Capua Vetere a metà gennaio. I dati forniti dal Garante dipingono un quadro allarmante: oltre ai suicidi, si contano già 28 morti per cause naturali o ancora da accertare.
Il vero nodo resta però la gestione psichiatrica: solo tra i penitenziari di Poggioreale e Secondigliano si contano circa 250 detenuti affetti da gravi patologie mentali o psicosi. Una pressione che il sistema delle Rems e dei reparti ospedalieri non sembra più in grado di reggere. Anche il sindacato di polizia penitenziaria Uspp ha rincarato la dose, definendo l'accaduto una "tragedia annunciata" figlia del fallimento del sistema post-chiusura degli Opg.
Un'inchiesta per fare luce
Mentre la salma di Antonio Meglio resta sotto sequestro per gli accertamenti del caso, la magistratura dovrà ora chiarire come sia stato possibile che un soggetto con un quadro clinico così compromesso sia riuscito a suicidarsi nonostante la vigilanza. La vicenda lascia aperti interrogativi profondi sulla capacità dello Stato di tutelare la vita di chi è sottoposto a misure restrittive, specialmente quando la fragilità mentale prende il sopravvento sulla realtà.
