Formazione Campania, Troisi: "Nell'uovo di Pasqua? Ecco cosa vorremmo trovare"

Il desiderio del segretario politico del movimento libero e autonomo

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Formazione Campania, Troisi: "Nell'uovo di Pasqua? Speriamo di trovare la convocazione dell'assessore Saggese"

Napoli.  

"Se dovessi esprimere un desiderio per Pasqua, è quello di trovare nell'uovo una bella pec in cui l'assessore Angelica Saggese finalmente convoca il tavolo con le sigle sindacali della formazione professionale".

Non è il cioccolato ad essere amaro in questo caso ma il sarcasmo, ed è quello di Nicola Troisi, segretario del Movimento Libero e Autonomo, storica sigla datoriale della formazione professionale campana.

"Il comparto ha atteso ben più dei tre giorni canonici nella speranza di una resurrezione", continua Troisi. "Abbiamo appreso dell'elezione di Roberto Fico, poi abbiamo pazientemente atteso l'insediamento, pazientemente atteso la formazione della squadra di Governo regionale, poi abbiamo atteso che si formassero gruppi e staff.

Ancora pazientemente, abbiamo atteso che l'assessore Saggese prendesse il suo posto, e pazientemente abbiamo atteso che l'assessore si leggesse tutte le carte e apprendesse quanto necessario sullo stato della formazione in Campania per operare. E vorremmo darle altre settimane, finanche altri mesi, all'assessore, stante il fatto che però, come in quel famoso proverbio, mentre il medico studia il paziente muore. E noi siamo ad un passo dall'essere quel paziente".

Il problema, si fa portavoce Troisi, riguarda una complessa gestione di quello che sarà il post programma gol, che per mesi ha segnato in maniera decisa le economie di un comparto da più di 400 imprese e che con la chiusura obbliga tutti a trovare nuove economie che, nel "silenzio della Regione Campania", si fanno fatica ad intravedere.

"Abbiamo lanciato questo allarme quando il governatore si chiamava ancora Vincenzo De Luca", attacca Troisi. "Non abbiamo apprezzato come si sono chiusi i rapporti con la vecchia amministrazione, e con quante questioni pendenti. Ma questa amministrazione invece ha il dovere di ascoltare il grido disperato di centinaia di lavoratori che non sanno se vedranno uno stipendio da qui a quattro, cinque mesi. Dopo mesi dall'insediamento, quella paura di arrivare impreparati alle sfide che ci attendono sta diventando una solida certezza".

Soluzioni da mettere in campo, per gli operatori, ce ne sarebbero anche, tra cui lo sblocco di situazioni al palo come quella degli Oss.

"Ma dobbiamo parlarne. Invece, continuiamo a guardare desolati la casella PEC in quanto quella convocazione quasi scontata ancora non arriva. Non sappiamo più a chi rivolgerci per essere ascoltati, per dare il nostro contributo dal campo che in decenni di sinergia con le istituzioni si è sempre rivelato fondamentale", conclude Troisi. "Invece ci apprestiamo a vivere giorni di silenzio - non certo religioso - nella speranza di un miracolo di sapiente e buona amministrazione che tarda ad arrivare".