Le ruspe abbattono la villa del "boss migliore del mondo" al Rione Amicizia

Al suo posto l'Acer sta realizzando quasi 300 alloggi di edilizia popolare per altrettante famiglie

le ruspe abbattono la villa del boss migliore del mondo al rione amicizia
Napoli.  

Al Rione San Francesco di Napoli è iniziata la demolizione di una villa abusiva appartenuta alla famiglia Botta, ultimo manufatto irregolare rimasto nell'area e per anni simbolo del radicamento criminale nel quartiere. A eseguire i lavori l'Acer, l'Agenzia campana per l'edilizia residenziale.

Il clan Botta fa riferimento al cartello Licciardi-Contini-Mallardo dell'Alleanza di Secondigliano ed è stato recentemente coinvolto nell'inchiesta che ha fatto luce sui condizionamenti criminali nella gestione dell'ospedale San Giovanni Bosco. La villa, costruita in totale assenza di titolo edilizio, occupava circa 550 metri quadrati di area di sedime ed era strutturata come villa a corte, con giardino e interni dagli arredi vistosi e ostentati. Tra i reperti trovati all'interno, un dettaglio che la dice lunga sulla mentalità dei proprietari: un "diploma" di "miglior boss del mondo" appeso a una parete.

A raccontare la storia dell'immobile è il sottotenente Vincenzo Pagano dell'Unità operativa Tutela edilizia e Patrimonio della Polizia Municipale di Napoli, secondo cui la struttura era "divenuta nel tempo simbolo di un contesto segnato da radicate dinamiche di illegalità". L'abbattimento è il risultato di un percorso lungo e complesso, sostenuto dal ministero dell'Interno, dalla Prefettura e dalla Questura di Napoli, dalla Procura della Repubblica, dalla Regione Campania e dal Comune.

Sul posto anche il prefetto Michele di Bari, che ha voluto sottolineare il valore dell'operazione: "Questo è un pezzo di città che viene restituito ai cittadini. Dietro questo risultato ci sono state numerose riunioni in Prefettura; è stata un'operazione complessa con Acer, la Regione Campania, il Comune di Napoli. Fondamentale è stato l'apporto della Procura della Repubblica". Di Bari ha definito l'abbattimento "non solo un atto simbolico, ma anche un atto di sostanza", aggiungendo che "la filiera ha funzionato efficacemente" e che è stata "scritta una bella pagina per la città".

Soddisfazione anche da parte del presidente di Acer Campania, David Lebro: "Questo intervento è il risultato di un'azione istituzionale concreta e condivisa. La collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte ha reso possibile portare a compimento un procedimento complesso, riaffermando in modo chiaro il principio di legalità e la capacità delle istituzioni di operare insieme per il presidio del territorio".