Papa Leone XIV a Pompei: "I giovani siano testimoni di gioia e speranza"

“Abbiate fiducia in Gesù, il mondo ha bisogno della vostra gioia e della vostra freschezza”

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Pompei.  

“A voi bambini, ragazzi e giovani, raccomando di avere fiducia in chi con amore si prende cura della vostra crescita e di confidare in Gesù, l’amico che non ci abbandona mai”. È uno dei passaggi centrali del discorso pronunciato da Papa Leone XIV al Tempio della Carità del Santuario di Pompei, prima tappa della visita pastorale del Pontefice in Campania nel giorno del primo anniversario del suo pontificato.

Davanti a sacerdoti, religiosi, educatori, volontari e famiglie impegnate nelle opere sociali del Santuario, il Papa ha rivolto un messaggio particolare ai più giovani, invitandoli a lasciarsi guidare dalla gioia del Vangelo e a diventarne “testimoni convincenti” nel mondo contemporaneo.

“Il nostro mondo ne ha tanto bisogno e voi, che ben la conoscete, potete esserne i testimoni più convincenti con la vostra freschezza”, ha affermato Leone XIV, sottolineando il valore dell’entusiasmo e della fede delle nuove generazioni.

Nel suo intervento il Pontefice ha poi richiamato il ruolo centrale della preghiera e della devozione mariana nella vita del Santuario di Pompei. “Il Santo Rosario posto simbolicamente a fondamento del Santuario e della città è il motore nascosto che rende possibile tutto il resto”, ha detto il Papa, invitando i fedeli a custodire e diffondere “questa antica e bellissima devozione”.

Leone XIV ha esortato religiosi, educatori e volontari a essere “uomini e donne di preghiera”, capaci di riflettere “la luce che viene da Dio” attraverso il servizio, il dialogo e la testimonianza quotidiana.

Il Pontefice ha anche ricordato la figura di San Bartolo Longo, canonizzato lo scorso 19 ottobre, definendolo esempio straordinario di carità e fede. “È bello per me iniziare questa visita pastorale sulle orme di San Bartolo Longo”, ha dichiarato.

Ripercorrendo la storia di Pompei, Papa Leone XIV ha ricordato come Bartolo Longo trovò una terra segnata da povertà, malaria e brigantaggio, ma seppe vedere in ogni persona “il volto di Cristo”, dedicandosi soprattutto agli orfani e ai figli dei carcerati.

“Aveva ragione quando sosteneva che solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive”, ha concluso il Papa, sottolineando come le opere del Santuario rappresentino ancora oggi un esempio concreto di accoglienza, solidarietà e fede vissuta.