Si è spento a Napoli Ugo Ricciardi, magistrato in pensione da due anni e già sostituto procuratore generale presso la Procura generale della Repubblica del capoluogo partenopeo. Alla carriera giudiziaria aveva affiancato un impegno costante nel mondo associativo e culturale, promuovendo progetti nati per rafforzare il tessuto civile della città e costruire relazioni tra istituzioni, società e comunità.
La notizia della morte chiude il percorso pubblico di una figura che, oltre al lavoro nelle aule di giustizia, aveva scelto di spendersi in iniziative di promozione culturale. Ricciardi era stato coordinatore scientifico dell’associazione Arycanda, realtà impegnata negli anni in attività rivolte al rilancio di Napoli e alla valorizzazione delle energie sociali e professionali della città.
L’impegno oltre la magistratura
Nel suo percorso, Ricciardi aveva cercato di tenere insieme diritto, cultura e responsabilità civile. Attraverso Arycanda aveva sostenuto iniziative pubbliche, momenti di confronto e progetti capaci di coinvolgere magistrati, professionisti, istituzioni e mondo ecclesiale. L’obiettivo era quello di contribuire a un’immagine diversa di Napoli, lontana dalla sola narrazione delle emergenze e più vicina alla sua capacità di produrre cultura, solidarietà e riscatto.
Tra le collaborazioni più significative ci fu quella con il cardinale emerito Crescenzio Sepe. Da quel rapporto nacquero iniziative sociali e culturali, comprese quelle legate alla valorizzazione della tradizione presepiale napoletana. La fondazione Sant’Alfonso Maria de’ Liguori - Museo permanente del presepe napoletano viene indicata tra i progetti sostenuti anche grazie al contributo di Ricciardi, in un percorso che univa memoria religiosa, arte popolare e identità cittadina.
Il legame con la città
Il magistrato era noto anche al pubblico televisivo napoletano per la sua presenza a Canale 21, dove partecipava alla trasmissione “La giustizia del terzo millennio”. Il format affrontava temi di attualità letti attraverso le norme e l’evoluzione del diritto, con l’intento di rendere più comprensibili ai cittadini questioni spesso percepite come tecniche o distanti.
Quella partecipazione televisiva raccontava un tratto della sua figura: la volontà di portare la cultura giuridica fuori dagli spazi chiusi degli uffici giudiziari, trasformandola in occasione di confronto pubblico. In una città complessa come Napoli, Ricciardi aveva interpretato il ruolo del magistrato anche come presenza civile, attenta ai linguaggi della società e alla necessità di costruire fiducia nelle istituzioni.
I funerali al Vomero
I funerali si svolgeranno domani alle 11.30 nella Chiesa Santa Maria della Libera, al Vomero. Sarà l’ultimo saluto a un magistrato che ha attraversato la vita pubblica napoletana con un profilo istituzionale ma anche con una forte attenzione alla dimensione culturale e sociale.
Alla sua memoria restano legati il servizio nella magistratura, l’esperienza associativa con Arycanda, il dialogo con il mondo ecclesiale e l’impegno per progetti pensati come strumenti di riscatto urbano. Per Napoli, la scomparsa di Ugo Ricciardi è la perdita di una figura che aveva scelto di lavorare non solo per la giustizia, ma anche per la costruzione di una comunità più consapevole.
