La violenza non si ferma, e a pagarne le conseguenze sono, ancora una volta, gli operatori sanitari. Nella giornata di ieri, 14 giugno, il Pronto Soccorso dell’Ospedale del Mare di Napoli è stato teatro di un brutale episodio: due infermieri sono stati aggrediti da un utente e dai suoi accompagnatori durante il turno di servizio, in un clima di terrore che ha portato alla devastazione del Triage e alla sospensione temporanea delle attività per i casi non urgenti.
Il racconto della vittima: "Ho paura di non tornare a casa"
A distanza di poche ore, emerge la testimonianza diretta di uno degli infermieri aggrediti. Parole che descrivono non solo il trauma fisico, ma il profondo smarrimento di chi, dopo anni di sacrifici e dedizione, si sente ora abbandonato dal sistema.
"Ho sempre vissuto il lavoro con la massima serietà" - racconta l'infermiere - ma oggi si è superato ogni limite. Un collega è stato aggredito da due persone, padre e figlio, solo perché non volevano aspettare il proprio turno. Nel tentativo di difenderlo, ho ricevuto anch'io degli schiaffi".
Il racconto si fa ancora più drammatico quando descrive il tentativo di strappare l’arma di ordinanza alla guardia giurata presente, accompagnato da esplicite minacce di morte. "Mentre scrivo ho ancora addosso lo shock. Non si può lavorare in trincea con la paura costante di non tornare a casa la sera. Sto pensando seriamente di lasciare il Pronto Soccorso: devo tutelare la mia incolumità e la mia serenità".
La denuncia della FIALS: "Serve un cambio di passo"
La Segreteria Aziendale FIALS ASL Napoli 1 Centro, attraverso il segretario Federico Roselli, esprime la più ferma condanna per quanto accaduto. Il sindacato denuncia come il personale sanitario sia ormai trasformato in un "bersaglio" costante di una violenza fuori controllo. "Non è più sufficiente esprimere solidarietà dopo ogni episodio", sottolinea la FIALS, chiedendo alle istituzioni interventi immediati: rafforzamento della sicurezza nei reparti a rischio, potenziamento della videosorveglianza e presidi di vigilanza armata e procedure operative rapide per fronteggiare le criticità.
Il sindacato conclude con un grido d'allarme per l'intero sistema sanitario: "Difendere gli operatori significa difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini. Non è più accettabile che chi cura debba avere paura".
