Una vera e propria “fuga” di medici, infermieri e operatori sociosanitari, stremati non solo dai turni massacranti ma anche da un'ondata di brutale violenza che non accenna a placarsi. Gli ospedali napoletani continuano a essere trincee e i Pronto Soccorso i punti più caldi della crisi. Per questo motivo la Fials della provincia di Napoli, guidata dal segretario generale Antonio Grimaldi, ha inviato una dura nota – protocollata oggi, 16 giugno 2026 – al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, al governatore Roberto Fico e ai vertici della sanità regionale e comunale. La richiesta è chiara: l'istituzione immediata di un tavolo di confronto e l'adozione di misure tecnologiche d'avanguardia per tutelare chi lavora in prima linea.
L’effetto domino: stop alle convenzioni e stop ai servizi
Secondo l'analisi del sindacato, l'escalation di rabbia da parte dell'utenza è alimentata anche da un cortocircuito strutturale del Sistema Sanitario Regionale. Con la sospensione delle convenzioni presso i centri privati accreditati, i cittadini si riversano in massa nei Pronto Soccorso degli ospedali pubblici anche per prestazioni ordinarie, come un semplice prelievo di sangue.
Questo affollamento insostenibile si scontra con la cronica carenza di personale e con un numero esiguo di forze dell'ordine nei drappelli ospedalieri. Una miscela esplosiva in cui i presidi di polizia, impegnati a mediare la tensione, finiscono a volte per diventare involontariamente "la scintilla per pericolosissimi incendi di violenza".
La proposta: Bodycam collegate con le forze dell'ordine e pulsante antipanico
La Fials non si limita alla denuncia ma mette sul tavolo soluzioni concrete e immediatamente realizzabili, suggerendo l'utilizzo dei fondi europei del PNRR per blindare la sicurezza del personale.
La proposta cardine prevede l'introduzione di:
- Bodycam per gli operatori: telecamere indossabili che medici e infermieri di Pronto Soccorso potrebbero attivare e disattivare all'occorrenza. I dispositivi sarebbero collegati in modalità live streaming direttamente con le centrali operative delle forze dell'ordine, garantendo un intervento immediato in caso di minaccia. Una modalità, precisa il sindacato, studiata per non violare le norme del diritto del lavoro sulla vigilanza a distanza.
- Pulsanti "antipanico": installati nei punti strategici dei reparti per lanciare allarmi silenziosi e tempestivi.
- Campagna informativa: una comunicazione massiva rivolta ai cittadini per segnalare che il personale è protetto da sistemi di videosorveglianza attiva, potenziando così l'effetto deterrente.
La richiesta di un tavolo urgente
La missiva si conclude con la formale richiesta di convocazione di un tavolo urgente che riunisca tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL Comparto Sanità 2022-2024 e i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere partenopee. L’obiettivo è blindare i Pronto Soccorso prima che la situazione diventi del tutto irreversibile e che la carenza di camici bianchi si trasformi in un deserto assistenziale.
