"Voci dal carcere tra diritti negati, paure e speranze"

La Pastorale carceraria della Chiesa di Napoli e la Iod edizioni presentano il libro di Ciambriello

voci dal carcere tra diritti negati paure e speranze

"Immaginate, per un attimo, una cella di pochi metri quadrati nella quale vivono stipate da cinque a otto persone. Immaginate di trascorrervi gran parte della giornata, condividendo spazi minimi, privacy inesistente, tensioni, fragilità e sofferenze"

Napoli.  

La pastorale carceraria della chiesa di Napoli e la Iod edizioni presentano il libro di Samuele Ciambriello: "Lettere al garante. Voci dal carcere tra diritti negati, paure e speranze". L'appuntamento è per martedì 23 giugno 2026, ore 10:30 in via Giuseppe Buonomo, 41 a Napoli. 

Intervengono: don Franco Esposito, ex cappellano di Poggioreale, Patrizia Mirra, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Carlo Berdini, provveditore Amministrazione Penitenziaria della Campania
Claudia Nannola, dirigente dell'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna per la Campania, Valentina Ilardi,  presidente Ass. "Liberi di volare". Modera: Roberto Russo, giornalista de Il Corriere del Mezzogiorno.

 Samuele Ciambriello garante dei detenuti della regione Campania

"Immaginate, per un attimo, una cella di pochi metri quadrati nella quale vivono stipate da cinque a otto persone. Immaginate di trascorrervi gran parte della giornata, condividendo spazi minimi, privacy inesistente, tensioni, fragilità e sofferenze. Non è un'eccezione: per molti detenuti questa è la quotidianità".

Questo libro nasce per dare voce a questa sofferenza"

Le carceri italiane sono al collasso. Oggi ospitano oltre 64.000 detenuti, circa 19.000 in più rispetto alla capienza regolamentare. Tra loro vi sono oltre 21.000 stranieri, quasi 20.000 persone con problemi di tossicodipendenza e circa 4.600 detenuti affetti da disturbi mentali.

La situazione della Campania è ancora più drammatica. Negli istituti penitenziari della nostra regione sono recluse 8.016 persone, quasi 2.000 in più rispetto ai posti effettivamente disponibili. Tra queste, 2.013 sono tossicodipendenti e 565 presentano problematiche psichiatriche.

Dietro questi numeri ci sono volti, storie, famiglie, sofferenze e speranze. C'è una realtà che non può essere ignorata e che interpella la coscienza civile di tutti noi.

Non possiamo continuare a considerare normale ciò che normale non è. Il sovraffollamento, la carenza di personale, le difficoltà nell'assistenza sanitaria e psicologica e l'insufficienza delle misure alternative rendono sempre più difficile garantire condizioni di vita rispettose della dignità umana e della funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.

Per questo rivolgo un appello alla politica, alla magistratura di sorveglianza, all'amministrazione penitenziaria e alla società civile: occorre intervenire subito. Non con misure emergenziali, ma con scelte strutturali e coraggiose che mettano al centro la persona, la sicurezza collettiva e il reinserimento sociale. Se non ora, quando?".