Escalation a San Giovanni a Teduccio: "Terzo Settore sotto assedio"

Mariano Anniciello (Arci Mediterraneo): "Si chiede un tavolo istituzionale d'urgenza"

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Napoli.  

A ventiquattr'ore dal gravissimo attentato contro la sede del progetto "Resta" in via Ferrante Imparato, la reazione del mondo del sociale e delle istituzioni locali si trasforma in una richiesta di intervento strutturale. I 16 bossoli repertati ieri dalla scientifica contro le vetrine della struttura comunale non vengono più considerati un episodio isolato, ma l'ennesimo segnale di un'offensiva mirata contro i presidi di legalità a San Giovanni a Teduccio. Da qui la richiesta unanime: l'apertura immediata di un tavolo istituzionale in Prefettura.

Lo Scenario: Una Strategia di Intimidazione Diffusa

L'attentato di ieri si inserisce in un quadro ben più ampio e preoccupante che delinea una vera e propria strategia di pressione della criminalità organizzata contro chi opera nel sociale. Il presidente del CdA di Arci Mediterraneo, Mariano Anniciello, d'intesa con Anna Riccardi (presidente della Fondazione San Giovanni Battista), ha evidenziato come l'intera rete associativa dell'area orientale sia da mesi sotto scacco. I tasselli di questo scenario criminale emersi nelle ultime ore delineano una scia di violenza continua. Prima le minacce alla Fondazione San Giovanni Battista che era già stata bersagliata da colpi d'arma da fuoco in passato, a cui si è aggiunta, solo pochi giorni fa, la brutale aggressione a sprangate subita da un operatore sul territorio. Poi i raid al Centro Asterix: il centro giovanile comunale, partner del progetto "Resta", ha subìto tre consecutivi raid vandalici prima che l'intervento degli organi di controllo accendesse i riflettori sui responsabili. L'ultimo affondo al Progetto "Resta": la sventagliata di proiettili di ieri contro i locali del progetto del Comune di Napoli rappresenta il salto di qualità di un'escalation che mira a desertificare i presidi di riscatto sociale.

La Richiesta del Tavolo Istituzionale: "Istituzioni Subito in Campo"

"Il terzo settore agisce come un'ambulanza su un terreno di guerra", ha ribadito Anniciello, rilanciando la necessità di una risposta ferma dello Stato. "È impensabile sparare contro chi soccorre. Se accettiamo questo, crolla ogni barriera di civiltà". Davanti a questa mappatura dell'intimidazione, le associazioni chiedono che la risposta non si limiti alla sola e pur necessaria solidarietà formale. Diventa urgente la convocazione di un tavolo istituzionale di coordinamento che veda seduti insieme il Prefetto, il Sindaco, i vertici delle forze dell'ordine e i rappresentanti del terzo settore. L'obiettivo deve essere duplice: da un lato garantire l'incolumità immediata di operatori, volontari e utenti che frequentano le strutture; dall'altro pianificare un controllo capillare e costante del territorio per impedire che la camorra si appropri degli spazi sottratti al degrado. Nelle prossime ore le sigle sindacali e i cartelli delle associazioni  valuteranno la promozione di un'iniziativa pubblica nel quartiere, per ribadire che i progetti di inclusione e legalità a San Giovanni a Teduccio non si fermeranno davanti alle logiche del terrore.