Una marea colorata ha invaso oggi, 27 giugno 2026, le strade di Napoli per un'edizione storica. Il Napoli Pride 2026 celebra infatti il suo trentennale, ricordando quel lontano 1996 in cui nacque il primo Pride del Sud Italia. Il corteo si è radunato a Porta Capuana e ha attraversato la città per concludersi nella centralissima piazza Dante. Una manifestazione che quest'anno unisce le rivendicazioni della comunità LGBTQIA+ a forti messaggi di pace globale e alla lotta contro ogni forma di violenza.
Un Pride per Mirko e Kety: il peso dell'odio omotransfobico
La partenza da Porta Capuana non è casuale. Come ricordato da Antonello Sannino, esponente del comitato Napoli Pride, si tratta di un luogo simbolo di integrazione multiculturale, ma anche teatro, lo scorso 17 maggio, del violento accoltellamento di una donna transessuale.Quest'anno la sfilata porta con sé un profondo dolore e una forte richiesta di giustizia:
"Questo è soprattutto il Pride contro l'odio omotransfobico che in questo Paese uccide", ha dichiarato Sannino a pochi minuti dal via. "Sfileremo in ricordo di Mirko e della mamma Kety, brutalmente massacrati dall'odio omotransfobico del padre. Ma è anche il Pride contro le guerre: oggi con noi sfilano i Pride di Odessa e Beirut, provenienti da due drammatici scenari di conflitto".
Le madrine, i padrini e le voci dello spettacolo
A guidare il corteo in veste di portavoce ufficiali e testimonial ci sono grandi nomi dello spettacolo e dell'attivismo: Leo Gassmann, la Tarantina, Maria Grazia Cucinotta e BigMama.
Il cantante Leo Gassmann ha espresso così la sua emozione: "È molto importante essere qui, sono felice di far parte di questo evento nel mio piccolo. Ci sono tante persone che ancora oggi non hanno il diritto di essere libere e hanno paura di camminare per strada. Penso sia giusto lanciare un messaggio di amore e fratellanza sempre. Buon Pride!"
Le istituzioni in prima fila: Manfredi e Fico uniti per i diritti
Il mondo della politica ha risposto con una presenza compatta. In piazza erano presenti il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, quest'ultimo al suo esordio al Pride in veste di governatore, ma c'erano anche il segretario regionale del Pd on. Piero De Luca, e il segretario metropolitano dei dem, Francesco Dinacci.
Il commento del Governatore Roberto Fico
Fico ha espresso una linea di totale fermezza sull'avanzamento dei diritti civili: "In questi anni è stato fatto tantissimo grazie ai movimenti, ma noi non ci fermeremo e non ci accontenteremo fino a quando non avremo conquistato tutti i diritti. Più diritti per tutti significa una società migliore e più sana. I toni di odio di altri non ci piacciono e li combattiamo con i fatti, essendo qui oggi."
Il commento del Sindaco Gaetano Manfredi
Manfredi ha invece posto l'accento sull'identità profonda della città partenopea: "Napoli trova nei diritti il suo motivo di esistere, nella sua storia e nella sua cultura popolare. Questa è la vera Napoli e questo è il Paese che vogliamo, un Paese che guarda alle comunità con apertura e rispetto. Dietro l'intolleranza c'è sempre un pericolo: dai conflitti non si ottiene nulla di buono."
La Cgil in piazza: "la nostra Costituzione contro la destra intollerante"
Presente con un proprio carro anche la Cgil Napoli e Campania, accompagnata dal dipartimento Nuovi Diritti. Il segretario generale Nicola Ricci ha lanciato un duro affondo politico durante la partenza del corteo, allargando il focus anche alla situazione internazionale. "Sfileremo per rafforzare la difesa strenua dei diritti contro chi pratica la xenofobia, la transfobia e il razzismo. Mettiamo in campo la Costituzione, che è il nostro baluardo", ha spiegato Ricci. "Siamo in piazza anche per il popolo palestinese, vittima del genocidio, e per tutte le vittime innocenti delle guerre. Da Napoli parte un messaggio chiaro alla destra che fa dell'intolleranza una missione: le diversità vanno difese sempre. Questo deve essere un Paese libero".
