Mentre un'ondata di caldo torrido stringe la città in una morsa, a Napoli si combatte una battaglia silenziosa ma vitale: quella per l'accesso all'acqua pubblica. Nelle ultime ore, i tecnici di ABC Napoli (Acqua Bene Comune) sono intervenuti d'urgenza per ripristinare il funzionamento dei beverini in due punti nevralgici del centro cittadino: piazza Municipio e largo Torraca. L'intervento si è reso necessario dopo le pressanti richieste arrivate direttamente da Palazzo San Giacomo. Il sindaco Gaetano Manfredi, pressato dalle segnalazioni di cittadini e turisti, ha infatti imposto ad ABC una verifica straordinaria a tappeto su tutta la rete idrica stradale. Soltanto la scorsa settimana proprio a Piazza Municipio un senzatetto è deceduto probabilmente a cusa delle altissime temperature che si sono registrate in questi giorni.
Il caso del Beverello: l'acqua "scomparsa" tra i cantieri
Se piazza Municipio torna a respirare, si apre invece un cas al molo Beverello, principale snodo turistico per le isole del golfo. Qui, il beverino pubblico è stato letteralmente disattivato. Il motivo? Un cortocircuito tra le esigenze dei cittadini e le grandi opere. La fontanina, infatti, interferisce con i nuovi lavori previsti dall'Autorità Portuale. Al momento, ABC e l'Amministrazione comunale stanno cercando una nuova collocazione per l'impianto, ma i tempi si preannunciano incerti, proprio nei giorni di massima affluenza turistica e di temperature record.
L'inchiesta sui numeri: dal 44% all'82% di efficienza, ma basta?
Dietro la cronaca spicciola della riattivazione emerge un quadro più ampio sulla gestione dei beni comuni a Napoli. I dati storici raccontano di una rete che per anni è stata lasciata all'abbandono, ma che oggi mostra segni di ripresa. La mappa dei beverini a Napoli nel triennio:
Fontanine censite: 182 (circa 40 in più rispetto a tre anni fa).
Tasso di funzionamento passato: 44% (meno della metà erano attive).
Tasso di funzionamento attuale: 82%.
I numeri forniti dall'azienda municipalizzata testimoniano uno sforzo evidente: la percentuale di fontanine funzionanti è quasi raddoppiata in tre anni. Tuttavia, la cronaca della città insegna che la manutenzione a lungo termine resta il vero tallone d'Achille. Con un 18% di beverini ancora fuori uso (circa 30 fontane spente in tutta la città), la copertura del territorio non è ancora totale. In una Napoli che punta a standard turistici europei, l'efficienza della rete idrica pubblica non è solo una questione di decoro urbano, ma un diritto fondamentale alla salute pubblica.
