IA, Melillo: "La decisione finale deve restare umana"

"La "riserva di umanità" è la sfida del nostro tempo"

ia melillo la decisione finale deve restare umana

L'intervista

Napoli.  

L'intelligenza artificiale entra sempre più nella pubblica amministrazione, ma con un limite preciso: la decisione finale deve appartenere all'uomo.

È il principio della "riserva di umanità", al centro della relazione conclusiva della commissione istituita dal ministero per gli affari regionali.

Un'impostazione che richiama le recenti riflessioni di Papa Leone XIV sull'etica dell'IA. Ne parliamo con il docente universitario Leone Melillo.

Perché la "riserva di umanità" è così importante?

"Perché ribadisce che l'intelligenza artificiale può assistere chi decide, ma non può sostituirlo. L'algoritmo elabora informazioni, mentre la responsabilità giuridica, etica e istituzionale resta sempre della persona".

È un principio che ritrova anche nel magistero di Papa Leone XIV?

"Assolutamente sì. Il Pontefice insiste su un punto essenziale: la tecnologia è una risorsa straordinaria, ma non possiede coscienza né capacità di discernimento morale. L'uomo non può rinunciare alla propria responsabilità delegandola alla macchina".

Che cosa aggiunge il Papa rispetto al lavoro della Commissione?

"La Commissione affronta il tema sotto il profilo amministrativo, indicando modalità concrete di utilizzo dell'IA. Papa Leone XIV amplia la prospettiva: richiama la centralità della persona, la tutela della dignità umana e il bene comune come criteri per valutare ogni innovazione tecnologica".

Questa riflessione riguarda solo le istituzioni?

"No. Interroga l'intera società. L'IA sta cambiando il lavoro, la formazione, l'informazione e perfino il modo di assumere decisioni. Per questo servono regole, competenze e, soprattutto, una cultura della responsabilità".

Qual è il messaggio che emerge da questo confronto?

"Che innovazione e umanesimo possono procedere insieme. La vera sfida non è costruire macchine sempre più intelligenti, ma fare in modo che ogni progresso tecnologico continui ad avere al centro la persona. La "riserva di umanità" non è un limite all'innovazione: è la condizione perché l'innovazione rimanga davvero al servizio dell'uomo".