Ho conosciuto al mare Gustavo, detto Flaubert: il centurione

Ho conosciuto al mare Gustavo, detto Flaubert: il centurione

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Napoli.  

Ho conosciuto al mare, nella mia breve vacanza lampedusana, quello che per me è la reincarnazione di un antico centurione romano, pur dal nome moderno e non facilmente dimenticabile: Gustavo (come Flaubert). Uomo dai toni spicci, sorriso affabile, battuta quasi mai banale e, il più delle volte, incontinentemente arguta.
Nascita milanese (nessuno è perfetto), residenza vicentina (men che meno), ma origini terroniche: un nonno materno si era laureato in Economia e Commercio alla Federico II più o meno negli anni Trenta e, come nelle migliori tradizioni, era emigrato al Nord. Voglio presentarvelo.

Alto il giusto di questi tempi - più o meno un metro e ottanta - ma dalla stazza importante e perciò incutente un certo timore. Dal primo momento in cui l’ho conosciuto, però, ho provato per lui più tenerezza che apprensione. Da qui il soprannome, scherzoso, che gli ho dato di “centurione”: comandante di centurie dell’antica Roma, che in tempi moderni equivarrebbe a un capitano di compagnia o a un tenente di plotone. Insomma, uno abituato a comandare, ma dal basso, guardando il mondo dei più alti in grado con ironia e un po’ di disprezzo, ma anche tanto rispetto.

Polibio lo avrebbe definito: "Non tanto uomo audace e sprezzante del pericolo, quanto in grado di comandare, tenace e calmo, che inoltre non muove all’attacco quando la situazione è incerta, né si getta nel pieno della battaglia, ma al contrario sa resistere anche se incalzato e vinto, ed è pronto a morire sul campo di battaglia". Più o meno “un irresponsabile con la testa sulle spalle”.

Due moto, una Harley-Davidson Street Glide CVO 2021 color “Great White Pearl” e una Ducati Sport 1000 del 2007, dall’incerto colore tra il giallo e l’arancione; un matrimonio agli sgoccioli che attende una separazione consensuale da qui a un paio di mesi, dopo aver forse superato un sincero stupore (e rammarico) per la sua fine. Ma è facile intuire che non deve essere stato semplice restargli accanto per ventidue anni. Del resto, al mare, a colazione è giunto a torso nudo (e non era un bel vedere) e ansimante, senza aver fatto neanche cinque minuti di attività fisica. Di fatto, il centurione è quello che vorresti conoscere ogni estate in giro per il mondo, certo, come lo sono stato io, di aver trovato un nuovo e indissolubile amico. Con qualche tratto di sincera follia, ma anche un forte e duraturo senso di appartenenza. Proprio come un centurione. Non so se bastino pochi giorni a definire un uomo, tanto più se è venuto dal nulla e finito, in apparenza, nello stesso identico silenzio, ma il mio nuovo amico Flaubert è apparso ai miei occhi limpido e oscuro, determinato e fragile, brontolone e fedele.

Un uomo pratico e astratto allo stesso tempo, capace di stare a uno scherzo e felice di rammaricarsene. Più che un uomo, una sua forma di cucciolo, ma grande abbastanza da stupirsene.