Virus West Nile, 16 positivi al Cotugno, due morti in Campania

La situazione all'ospedale Cotugno e nei presidi campani

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Napoli.  

Dopo il decesso della 73enne di Qualiano l'attenzione sulla circolazione del virus West Nile in Campania si sposta ora sui reparti ospedalieri e sul monitoraggio epidemiologico del territorio. La macchina sanitaria regionale mantiene alta la guardia, concentrando gli sforzi gestionali e clinici soprattutto nei poli di riferimento per le malattie infettive.

La situazione all'ospedale Cotugno e nei presidi campani

Al centro della rete di assistenza c’è l'ospedale Cotugno di Napoli, dove l'attività di sorveglianza e cura prosegue senza sosta. Nel presidio dell'Azienda dei Colli, accanto alla gestione dei casi più complessi, la situazione in reparto mostra un quadro stabile: un secondo paziente - precedentemente ricoverato in condizioni critiche - si trova attualmente in Rianimazione in condizioni stabili.

Altre due persone sono assistite e monitorate con attenzione nell’Unità operativa di Malattie infettive ad indirizzo emergenziale, guidata da Alessandro Perrella, sottoposte a sorveglianza clinica continua per prevenire o individuare tempestivamente qualsiasi segno di interessamento neurologico.

Un quadro che trova riscontro anche nel censimento ospedaliero regionale: le strutture sanitarie campane hanno registrato complessivamente diversi accessi e positività individuate dopo i controlli in pronto soccorso (tra cui i riscontri al Cotugno, negli ospedali dell’Asl Napoli 2 Nord, al Cardarelli, al San Paolo e diverse segnalazioni nel Casertano, a fronte di un'assenza di focolai analoghi nel Salernitano). 

La mappa del contagio e la prevenzione sul territorio

La distribuzione geografica delle infezioni conferma una maggiore concentrazione della circolazione del virus (veicolato principalmente dalle zanzare del genere Culex  che interagiscono con gli uccelli selvatici) nel Casertano e nell’area settentrionale della provincia di Napoli (come nel caso dei focolai monitorati a Qualiano). Ciononostante, gli infettivologi ribadiscono che l'andamento della stagione in corso appare complessivamente meno pesante rispetto a quanto registrato nel corso del 2025, anno in cui la Campania era stata duramente colpita.

Dall'Istituto Superiore di Sanità arrivano intanto conferme sul quadro nazionale, che vede oltre trecento casi confermati e una letalità circoscritta perlopiù alle forme neuro-invasive su pazienti anziani o con patologie pregresse. Proprio per questo motivo, le autorità sanitarie e i medici continuano a raccomandare la massima prudenza e l'adozione sistematica delle regole di prevenzione: dall'uso regolare di repellenti cutanei all'installazione di zanzariere, fino alla scrupolosa bonifica di ogni possibile ristagno d'acqua nei giardini, nei terrazzi e nei sottovasi, unica vera barriera per limitare la proliferazione del vettore.