Un’alta colonna di fumo denso e nero dal tardo pomeriggio di ieri si è sprigionata su tutto il territorio di Giuliano. Un vasto incendio è divampato all’interno del sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re (noto anche come Masseria del Re), riaccendendo i riflettori su una delle ferite ambientali e giudiziarie più pesanti della storia della Campania.
Il rogo ha interessato una porzione di un cumulo già movimentato nell'ambito delle procedure di trasferimento. A bruciare, in un fenomeno tecnico definito “covante” - in cui le fiamme rimangono celate sotto i teloni e l'immondizia ammassata -, sono stati i materiali di una delle piazzole dell'enorme area estesa per quasi 4 chilometri, dove tra il 2002 e il 2009 furono accantonati milioni di tonnellate di rifiuti imballati negli impianti Stir.
Il vertice d'urgenza in Prefettura e le indagini
Subito dopo l'allarme, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato d’urgenza il Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) per fare il punto sulla situazione. All'incontro hanno preso parte i vertici delle forze dell'ordine, i tecnici del settore e il sindaco di Giugliano, Diego D'Alterio, oltre ai rappresentanti regionali tra cui l'assessora all'Ambiente, Claudia Pecoraro.
Sul fronte investigativo, i carabinieri del 10° Reggimento Campania e della Compagnia di Giugliano - diretti sul campo anche con l'intervento dei vigili del fuoco guidati dal comandante Giuseppe Paduano - hanno avviato i rilievi per accertare l'origine del rogo. Sebbene le prime indicazioni istituzionali tendano a propendere per una combustione di tipo anomalo o legata alle alte temperature estive, nessuna pista viene al momento esclusa dagli inquirenti, inclusa quella dolosa. Saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e i rilievi tecnici dei prossimi giorni a chiarire se si sia trattato di autocombustione o dell'ennesimo attentato ambientale.
Emergenza ambientale e stop ai prodotti agricoli
L'aria, per chilometri, è divenuta irrespirabile. Per tutelare la salute pubblica, l'Arpac ha immediatamente mobilitato le proprie centraline mobili per il monitoraggio costante della qualità dell'aria. In via precauzionale, d'intesa con l'Asl Napoli 2 Nord, il sindaco di Giugliano e i comuni limitrofi come Villaricca hanno predisposto un'ordinanza contingibile e urgente che interdice la raccolta e il consumo dei prodotti agricoli nel raggio di 500 metri dal sito per le prossime 72 ore, in attesa dei dati definitivi delle analisi di laboratorio.
«La priorità assoluta è tutelare la salute delle cittadine e dei cittadini e l’ambiente, con la massima attenzione e senza creare allarmismi, ma anche senza abbassare la guardia», ha dichiarato l'assessora regionale Claudia Pecoraro.
L'eterno ritorno di Taverna del Re: un milione di tonnellate ancora sul terreno
L'incidente di Taverna del Re riporta bruscamente al centro del dibattito politico e giudiziario la lentezza cronica della bonifica di uno dei siti più attenzionati d'Italia. L'area custodiva originariamente circa 5,5 milioni di tonnellate di rifiuti. Il piano di smaltimento strutturale, avviato nel 2016, ha permesso di rimuovere circa il 70% del materiale. Tuttavia, a distanza di anni, restano ancora sul terreno circa un milione di tonnellate di ecoballe.
Il cronoprogramma che puntava a chiudere definitivamente i battenti entro la fine del 2025 ha subito rallentamenti a causa di stop tecnici all'impianto di trattamento di Ponte Riccio - operativo da giugno 2024 e strutturato per trattare circa 200mila tonnellate l'anno - e di frizioni nella filiera del trasporto dei materiali di scarto fuori dai confini regionali.
«La situazione è complessa ma sotto controllo - ha rassicurato il sindaco D'Alterio ai microfoni di OttoChannel Canale 16 -–. Siamo arrivati al 70% dello smaltimento dell'intera area che comprende Giugliano e Villa Literno. Al netto di imprevisti tecnici, stimiamo di completare il totale svuotamento del sito nel giro di due anni per restituire finalmente quest'area a una nuova destinazione d'uso».
Bufera politica: l'opposizione va all'attacco
Il rogo e la nube tossica hanno immediatamente scatenato un duro scontro politico in Regione Campania. Durissimo l'affondo del capo dell'opposizione in Consiglio Regionale, Gennaro Sangiuliano, insieme ai capigruppo del centrodestra Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna: «Questo ennesimo rogo tossico ha responsabilità ben precise. La sinistra governa la Regione Campania da vent'anni, ha speso centinaia di milioni di euro per la gestione delle ecoballe, ma un milione di tonnellate di rifiuti sono ancora lì a fare danni e minacciare la salute dei cittadini. Taverna del Re continua a bruciare e intossicare nonostante un piano che doveva chiudersi nel 2019. Ora si assumano le loro responsabilità e ci dicano cosa vogliono fare in tempi rapidissimi. Occorre una soluzione definitiva a questo sconcio».
Sulla stessa linea d'onda Michela Rostan, consigliera regionale della Lega e componente dell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale, che definisce l'accaduto «l'ennesima testimonianza della gestione fallimentare del ciclo dei rifiuti da parte della Regione Campania», invocando misure urgenti a tutela della salute pubblica, del suolo e delle produzioni agricole locali.
Intanto, sul fronte istituzionale e di controllo, Ciro Buonajuto, consigliere regionale di Casa Riformista e presidente della prima commissione Affari istituzionali con delega alla Sicurezza, chiede di fare piena luce su eventuali negligenze o matrici dolose: «Oltre alla minaccia per l'ambiente, assistiamo a un duro colpo per il comparto agricolo e per decine di produttori costretti a fermare il lavoro. Dopo i sopralluoghi effettuati nei mesi scorsi, nel mese di settembre proseguiremo il lavoro in commissione ascoltando i Prefetti per pretendere un quadro chiaro sui controlli e sulla sicurezza. Non è più ammissibile che Taverna del Re continui a rappresentare una bomba ecologica pronta a esplodere».
