Addio Rebecca, ennesima vittima di una strage silenziosa

La morte della 24enne investita da un'auto pirata riaccende i riflettori sulla sicurezza stradale

addio rebecca ennesima vittima di una strage silenziosa

Un elenco troppo lungo di vittime della strada, spesso turisti e giovanissimi

Napoli.  

 

È una città che incanta e che ferisce, Napoli. Una capitale del turismo mondiale, capace di attrarre milioni di visitatori con la sua bellezza i panorami mozzafiato e l’energia travolgente dei grandi eventi. Ma nei meandri della sua ordinarietà, c'è un problema enorme che non si riesce ad affrontare con la giusta determinazione, che riguarda la sicurezza stradale e quindi la sicirezza di tutti.

L'ultimo, tragico capitolo si è scritto sul litorale cittadino, dove Rebecca Pepe una studentessa di 24 anni, originaria di Lecce, ha perso la vita dopo essere stata travolta da un’auto pirata in viale Anton Dohrn. La giovane era arrivata in città per vivere una normale serata di svago insieme agli amici. Un attraversamento pedonale, una Citroën C1 lanciata nella notte e una vita spezzata in pochi secondi, seguiti dall’orrore della fuga del conducente, un diciannovenne poi rintracciato grazie alle telecamere e alla dashcam di un passante e costituitosi alle forze dell’ordine.

Una sequenza infinita di tragedie annunciate

Il dramma della 24enne leccese non è un caso isolato, ma si inserisce in un bollettino di guerra che scuote le coscienze e chiama in causa le responsabilità collettive. Viale Dohrn, l'arteria che costeggia la Villa Comunale, si conferma ancora una volta un tratto tristemente noto per la velocità e la totale assenza di freni notturni. Il dolore per questa giovane vita spezzata si somma a una lista che pesa come un macigno sulla città: dalla tragica scomparsa di Domenico Russo, studente del Liceo Labriola e promessa del basket, fino al grave investimento di un venditore di rose straniero nello stesso quadrante urbano. E risalendo la cronaca  degli ultimi mesi, la ferita si allarga ai drammi che hanno colpito altri giovani turisti in terra partenopea, come la studentessa spagnola Saray Arias Fernandez, travolta e uccisa da un suv a forte velocità in pieno centro. Senza dimenticare Rita Granata, la ragazza di 27 anni investita e uccisa a Fuorigrotta nel maggio 2024. E poi Elvira Zibra investita e uccisa da una moto a forte velocità mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali in via Caracciolo, sul lungomare di Napoli, la notte tra il 28 e il 29 agosto 2022. Aveva 34 anni e stava tornando a casa dopo aver finito il turno di lavoro in un locale della zona.

Il cortocircuito tra grandi eventi e amministrazione dell'ordinario

Napoli sa vestirsi a festa, sa accogliere il mondo intero, ma sembra drammaticamente fragile nel garantire la sicurezza quotidiana di chi la abita o la attraversa. La movida notturna priva di argini, il far west stradale e la mancanza di una pianificazione urbana orientata alla tutela del cittadino e del visitatore restituiscono l’immagine di una metropoli in balia dell'anarchia.

La turista di Lecce era venuta a Napoli per essere felice, per godersi la spensieratezza dei suoi ventiquattro anni. Ha trovato la morte sul lungomare cartolina. E ora, oltre al cordoglio e alla giustizia che farà il suo corso per il pirata della strada, resta l’urgenza di un’inchiesta profonda sul modello di sviluppo e di vivibilità della città: perché una capitale del turismo non può continuare a piangere i suoi ospiti e i suoi figli sull'altare della negligenza urbana.