Bagnoli, rivolta contro l'America's Cup: bloccati i cantieri

Scontro su fondi per la bonifica ed emergenza bradisismo

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Napoli.  

 

La tensione sociale esplode nel quartiere occidentale di Napoli. Questa mattina, un gruppo composto da comitati territoriali di Bagnoli, attivisti della rete "No America's Cup" e famiglie sfollate a causa dell'emergenza bradisismo ha dato vita a un blocco stradale a Piazza Bagnoli, fermando i mezzi pesanti diretti ai cantieri della Colmata. Una mobilitazione dura, accompagnata dallo striscione "BAGNOLI non è in vendita", che riaccende i riflettori sul profondo divario tra i grandi eventi internazionali e le urgenze abitative e ambientali del territorio.

Lo scontro sui fondi e le priorità territoriali

Al centro della protesta c'è la gestione delle risorse pubbliche. I manifestanti puntano il dito contro lo stanziamento di fondi milionari destinati alle infrastrutture e ai lavori funzionali alla competizione velica. "Mentre si spendono centinaia di milioni per un inutile evento sportivo e si saccheggia un intero territorio", denunciano i comitati attraverso una nota ufficiale, "non si riescono a dare risposte concrete ad oltre 5.000 famiglie di sfrattati". Secondo i movimenti, i finanziamenti ottenuti per l'evento avrebbero dovuto essere prioritariamente indirizzati alla reale bonifica del sito di interesse nazionale e alla messa in sicurezza sismica, in un'area duramente provata dai fenomeni bradismici e dalla fragilità delle vie di fuga.

Emergenza ambientale e rischi sanitari

Le rivendicazioni non si fermano alla questione economica e sociale, ma toccano il capitolo ambientale. Gli abitanti denunciano un quadro critico:

Impatto delle lavorazioni: Il passaggio continuo dei camion pesanti sta compromettendo il manto stradale e ostruendo i percorsi di evacuazione in caso di emergenza vulcanica.

Inquinamento marino e atmosferico: Vengono segnalate criticità legate alla qualità dell'aria e alla presenza di idrocarburi nelle acque costiere, attribuite dai comitati alle operazioni di dragaggio connesse ai cantieri.

Verso una mobilitazione permanente

La protesta odierna non rappresenta un episodio isolato. Gli organizzatori hanno annunciato che il presidio e le azioni di contrasto proseguiranno nei prossimi giorni per ostacolare l'avanzamento dei lavori. Gli abitanti rivendicano un modello di sviluppo alternativo per l'area ex Nisida-Bagnoli, basato sulla restituzione del litorale alla cittadinanza con spiagge libere, aree verdi, mare pulito e tutele abitative immediate per chi ha dovuto abbandonare la propria casa.