Blocco Campania: sanità e rifiuti al collasso, l'ombra della camorra

Il Prefetto dispone i tir scortati, 71 denunce tra Napoli e Caserta

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Procura e del Ministero dell'Interno indagano per il sospetto di pesanti infiltrazioni della criminalità organizzata

Napoli.  

Una regione sull’orlo della paralisi sistemica. Da sette giorni la mobilitazione degli autotrasportatori sta strangolando le arterie vitali della Campania, congelando il traffico merci lungo la A1 e la A30, blindando porti e snodi logistici e mettendo a repentaglio la tenuta dei servizi pubblici essenziali. Ciò che era nato come un presidio di protesta si sta trasformando in un'emergenza di ordine pubblico, sanitaria e ambientale, finita al centro di un'ampia inchiesta della Procura e del Ministero dell'Interno per il sospetto di pesanti infiltrazioni della criminalità organizzata.

Il bilancio operativo tracciato dal Viminale restituisce la dimensione della tensione sul campo: oltre 1.339 manifestanti identificati, 71 denunciati e 242 sanzioni amministrative. A destare profonda inquietudine negli inquirenti sono stati i sabotaggi mirati registrati tra il Napoletano e il Casertano dove, per impedire la riapertura delle arterie industriali, le gomme di decine di tir sono state squarciate. Atti intimidatori che hanno spinto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a convocare un vertice straordinario con prefetti e questori per blindare i territori dal rischio che la criminalità organizzata stia cavalcando l'imbuto logistico.

Sanità al limite: l'allarme del 118 e dell'Ordine dei Medici

L'impatto più drammatico della protesta si sta consumando sul fronte dell'assistenza sanitaria. Il sistema delle emergenze è entrato ufficialmente in conteggio alla rovescia. «Per le ambulanze abbiamo benzina soltanto per i prossimi tre giorni, dopodiché la situazione diventerà ingestibile», denunzia Giuseppe Galano, responsabile della Centrale Operativa Territoriale 118 di Napoli.

A fargli eco è il presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli e provincia, Bruno Zuccarelli, che parla di assistenza territoriale gravemente compromessa: medici impossibilitati a coprire i turni negli ospedali, visite domiciliari saltate e criticità estreme per i pazienti fragili. «La tutela della salute deve essere un impegno condiviso: un'ambulanza non può rimanere a secco», l'appello accorato lanciato dal presidente alla regia delle Prefetture.

Inceneritore di Acerra a rischio: l'incubo di una nuova crisi rifiuti

Accanto alla sanità, l'altra grande minaccia riguarda l'assetto igienico-sanitario della regione. Il sistema di gestione dei rifiuti rischia il definitivo cortocircuito. Il momento di massima tensione si è registrato quando A2A, la società che gestisce il termovalorizzatore di Acerra — unico forno operativo in Campania —, ha inviato una notifica d'allerta urgente a Regione e Prefettura: senza il ritiro costante delle ceneri e delle polveri di risulta, l'impianto sarebbe stato costretto allo spegnimento.

Uno scenario devastante evitato in extremis con l'attivazione di corsie protette e convogli scortati dalla Polizia per i camion diretti agli impianti STIR e al termovalorizzatore. Ma le difficoltà nei Comuni restano evidenti, con la raccolta a rilento e l'ombra di un accumulo di spazzatura nelle strade a causa delle scorte di gasolio al lumicino per i compattatori.

La risposta delle Istituzioni: il piano del Prefetto e i tir scortati

Per evitare che la morsa degli autotrasportatori isoli definitivamente il Mezzogiorno, il Prefetto di Napoli ha predisposto un piano straordinario di sicurezza territoriale. Le forze dell'ordine stanno garantendo il filtraggio e il trasporto in sicurezza delle merci di prima necessità tramite convogli scortati: oltre 720 camion contenenti farmaci, carburante, prodotti alimentari e rifiuti solidi urbani sono stati scortati fino a destinazione tra Napoli e le altre province.

Sul fronte politico e contabile, la Regione Campania – guidata dal presidente Roberto Fico – ha annunciato lo stanziamento d'urgenza di risorse fino a 20 milioni di euro per calmierare l'emergenza carburante. Parallelamente, il presidente di Anci Campania, Francesco Morra, ha chiesto alle Prefetture la convocazione immediata di un tavolo di coordinamento per salvare i servizi comunali essenziali: dalle mense scolastiche ai trasporti locali, fino alla Protezione Civile.

Economia in ginocchio: i trasporti e l'allarme dei comparti produttivi

L'onda d'urto del blocco sta radendo al suolo la continuità operativa del Trasporto Pubblico Locale (TPL). Aziende come EAV e Air Campania hanno già comunicato il taglio progressivo delle corse su gomma per mancanza di gasolio e paventano lo stop ad alcune tratte ferroviarie, mentre i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal) lanciano un grido d'allarme concreto: senza trasporti per il personale, rischia di fermarsi anche la manutenzione dei mezzi elettrici.

I danni al tessuto economico regionale figurano già nell'ordine di milioni di euro:

Filiera lattiero-casearia: Il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana segnala l'inattività di numerosi caseifici, impossibilitati a ricevere il latte fresco dai pascoli.

Commercio e Grande Distribuzione: Confcommercio Campania paventa lo svuotamento definitivo degli scaffali e la paralisi delle imprese.

Agricoltura: Mentre a Battipaglia e nel Salernitano alcuni agricoltori hanno regalato le proprie produzioni per evitare che marcissero nei depositi, la Coldiretti monitora da vicino gli sviluppi istituzionali per evitare il fallimento delle aziende agricole locali.

La situazione sulle autostrade resta monitorata minuto per minuto: mentre la barriera A30 di Salerno risulta al momento riaperta, svincoli chiave come quello di Nocera-Pagani restano chiusi, lasciando l'intera regione sospesa in un delicatissimo equilibrio tra legalità, garanzia dei diritti e tenuta sociale.