Una complessa operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Vomero ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone, ritenute responsabili del clamoroso furto di farmaci oncologici salvavita avvenuto presso l'Istituto Nazionale Tumori "Fondazione G. Pascale".
I provvedimenti emessi dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica guidata da Nicola Gratteri prevedono la misura della custodia cautelare in carcere per un indagato e gli arresti domiciliari per il secondo.
Il colpo da 820mila euro e il ruolo del basista
Il furto, messo a segno il 17 settembre 2025, ha causato al Servizio Sanitario Nazionale un danno economico stimato in circa 822.236 euro. Tra i medicinali trafugati non figuravano solo preziosi farmaci antitumorali già in commercio, ma anche molecole ad uso sperimentale, cruciali per la ricerca e la cura di patologie gravissime. L'attività investigativa ha permesso di far luce sulla dinamica del colpo, rivelando un'intricata complicità interna. Tra gli arrestati figura infatti una guardia giurata in servizio presso la società appaltatrice della vigilanza dell'ospedale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'operatore avrebbe agito da vero e proprio "basista", disattivando ad arte il sistema di allarme per consentire l'accesso della banda all'interno della struttura.
Il secondo indagato appartiene invece a un gruppo criminale specializzato in furti ai danni delle farmacie ospedaliere sul territorio nazionale, già noto alle forze dell'ordine per un episodio analogo avvenuto nel 2024 presso il Policlinico Universitario "Federico II" di Napoli.
Le indagini: telecamere e intercettazioni
Le indagini del Nucleo Operativo dei Carabinieri, scattate immediatamente dopo il furto e proseguite fino ad ottobre 2025, si sono avvalse di un'articolata attività d'indagine. Elementi chiave per l'identificazione dei responsabili sono stati l'analisi meticolosa delle immagini dei sistemi di videosorveglianza interni ed esterni alla struttura sanitaria e l'uso di intercettazioni ambientali.
Il contrasto al traffico illecito di farmaci
La Procura di Napoli ha sottolineato la gravità sociale del reato. La sottrazione di farmaci oncologici salvavita e sperimentali non rappresenta soltanto un ingente danno erariale per la sanità pubblica, ma mette a rischio diretto la salute e la prosecuzione delle terapie dei pazienti oncologici.
Si precisa che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. I destinatari della stessa sono da ritenersi presunti innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di colpevolezza con sentenza passata in giudicato.
