Boni al Caravaggio. de Magistris: «Orgoglio di Napoli»

L’avvocato Oreste Vigorito: lo sport resta oltre il risultato, c'è la cultura dei valori

Boni:Ora l'obiettivo è Tokio 2020. Sono arrivato a Rio dopo tante fatiche non potevo deludere chi aveva creduto in me. Mi piace raccontare questo delle Olimpiadi di Rio 2016: lo sforzo, la fatica e l'impegno. Perché questo è il lato bello dello sport

Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

 

C’è una Napoli che vince, si riscatta e riparte dai valori sani dello sport. A Fuorigrotta, il Caravaggio Sporting Village celebra l'impresa di Boni, il nuotatore napoletano bronzo a Rio, per festeggiare la medaglia paralimpica, proprio lì dove è nata. Quella che ieri è stata scritta è la storia della Napoli di Vincenzo Boni, il nuotatore che ha ottenuto il successo nei 50 dorso alle paralimpiadi, portando nel mondo il nome di una Napoli migliore, quella da cui una comunità vuole ripartire.

«Orgoglio napoletano, orgoglio campano». Ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha rimarcato come il successo di Boni sia quello della Napoli più bella. Un successo fatto di forza, orgoglio, volontà. «Un orgoglio per tutti noi. Lo sport e il sociale sono le nuove frontiere su cui Napoli punta. La città aspetta le Universiadi, arriveranno 15mila atleti da tutto il mondo: il messaggio è lo sport. Inoltre l’attività sportiva non può essere consentita solo a chi se la può permettere. Coniugare sport e sociale sarà la vera mission di una città che dello sport vuole fare bandiera. Nel mondo. Eventi come questo sono la strada giuda, lo permettono».

Il successo di Boni è quello costruito con determinazione, sacrificio e coraggio nella piscina del Caravaggio Sporting Village, in quella corsia 7 in cui si allena con grinta e determinazione. Vincenzo studia sociologia, gli mancano pochi esami alla laurea.

A partire dalle 18 di ieri il nuotatore napoletano è stato protagonista di un talk show nel corso del quale sono state ripercorse le tappe della sua straordinaria trasferta brasiliana. Ma sono stati anche ricordati i sacrifici che hanno segnato i due anni di preparazione, lo sconforto dopo la sconfitta nei 4x50 misti, i timori per un improvviso risentimento muscolare e, poi, il terzo posto nella finale dei 50 metri dorso S3.

«Abbiamo voluto organizzare una festa, un momento di grande riflessione sul successo di Boni, proprio a bordo della piscina dove Vincenzo si è allenato in vista di Rio 2016 - spiega Rosanna Vigorito, proprietaria del Caravaggio Sporting Village e promotrice dell’iniziativa. Siamo orgogliosi e contenti di questo successo che ci sprona a puntare sullo sport a 360 gradi e per tutti»

Ottochannel ha trasmesso in diretta la grande serata, condotta da Silver Mele. Presente sul palco del Caravaggio anche l'allenatore di Boni, Alessio Sigillo. E con lui anche Alessandro Mencarelli, responsabile settore nuoto del Gruppo Sportivo Forestale ed Enzo Allocco, allenatore della Nazionale italiana di nuoto paralimpico. Presente all'evento anche l'assessore allo sport del Comune di Napoli, Ciro Borrelli, Marina Marinelli (responsabile del corpo forestale paraolimpici), Carmine Mellone, presidente CIP Campania, Valter Lopez e Fabio Lucioni (Calciatori Benevento Calcio), Rosario Palumbo (presidente rugby Benevento), Decibel Bellini, speaker ufficiale della SSC Napoli, Gianluca Gifuni, giornalista.

Il racconto dell'impresa sportiva è stato scandito dalle parole di Maurizio De Giovanni che ha narrato l’epica impresa, puntando l’accento sugli aspetti gloriosi ed emozionali della vittoria. Applausi a scena aperta quando è stato trasmesso il filmato della gara finale e alla riconsegna simbolica della medaglia di bronzo al collo di Vincenzo Boni. E' stato l’avvocato Oreste Vigorito a riproporre la premiazione olimpica.

Il patron del Benevento Calcio punta a favorire attraverso lo sport una rinascita sociale e culturale della città di Napoli, partendo proprio dalla medaglia di Vincenzo Boni. «Provo un grande orgoglio nell'avere tra le mani questa medaglia, che alla fine è la medaglia di tutti. Quella di Vincenzo è un'impresa straordinaria. Grazie a successi come come i suoi sta rinascendo quell'orgoglio di essere napoletani, che si stava smarrendo tra pagine di una storia scritta che non è quella vera. Mi sono legato allo sport nella città di Benevento, che sembra lontana ma è invece così vicina. La vicinanza della famiglia Vigorito allo sport è oltre il risultato finale: è una passione che va ben oltre il successo. Il Caravaggio Sporting Village ne è una testimonianza. Le mie due figlie Rosanna e Valentina lo stanno gestendo con competenza e volontà come fosse una famiglia. Questo è lo sport: riuscire a costruire, dare e scambiare qualcosa che resta e si consoliderà negli anni futuri. Potremmo diventare tanti ma saremo sempre pochi, perché serve passione, amore e unione per radicare i valori buoni».

Nella piscina coperta del Caravaggio Sporting Village, in via Nino Bixio a Fuorigrotta era presente una platea folta e partecipe di un evento autenticamente condiviso. Sono state competizioni agguerrite, senza esclusione di colpi le paralimpiadi. Ci hanno fatto emozionare e tenere il fiato sospeso, e non hanno avuto niente da invidiare alle Olimpiadi dei cosiddetti 'normodotati'.

E quella di Boni è la traccia importante, il successo da cui ripartire per rilanciare una città che diventi famosa per tracce significative come il vivere bene, sano e sportivo.

«Quando dicono che l'Olimpiade è una gara se è vero - ha raccontato Boni dal palco del Caravaggio -. Avevo nella braccia la forza per avere una medaglia di un altro colore. Ma forse era pretenzioso avere un primo posto. Come diciamo sempre durante gli allenamenti: per vedere il panorama più bello bisogna scalare il palazzo intero. Siamo a buon punto. Ora l'obiettivo è Tokio 2020. Sono arrivato a Rio dopo tante fatiche non potevo deludere chi aveva creduto in me. Mi piace raccontare questo delle Olimpiadi di Rio 2016: lo sforzo, la fatica e l'impegno. Perché questo è il lato bello dello sport: sapersi sacrificare avere la volontà di andare avanti, di arrivare sempre fino in fondo».