Sciopera la sanità privata: chiesto ritiro dei licenziamenti

Alta l'adesione nelle cliniche dell'hinterland partenopeo

Restano gravi i problemi, nonostante le intese. La Cgil motiva così la decisionedi non revocare lo sciopero della sanità privata, annullato da Cisl e Uil dopo l'intesa tra Aiop e De Luca

Napoli.  

Nessun passo indietro rispetto alle procedure di licenziamento, e nessun passo in avanti rispetto alle rivendicazioni dei lavoratori. Per questo la sanità privata è scesa in piazza questa mattina a Napoli. Massiccia la partecipazione dei lavoratori. La Funzione Pubblica Cgil ha diffuso i primi dati relativi alle adesioni allo sciopero di questa mattina: 80% al Clinic Center, struttura di proprietà del presidente dell'Aiop Campania, Sergio Crispino, 70% a Villa dei Fiori di Acerra, 100% ai Centri Petrone e Serapide e blocco totale delle attività in tutti i centri di riabilitazione della Campania. Questo il report della mattinata di oggi dopo che lo sciopero era stato annullato da Cisl e Uil. Secondo la Cgil infatti restano gravi i problemi nella sanità privata in Campania, poiché non tutte le procedure di licenziamento sono state ritirate. Imprenditori della sanità privata e Regione hanno trovato un'intesa superando quella clausola di salvaguardia ipotizzata inizialmente dal commissario Polimeni per la stipula dei contratti, ma questo non basta per i sindacati a risolvere il problema occupazionale nelle strutture convenzionate della Campania. Infatti la Cgil è scesa in piazza con un corteo che è partito dalla sede della della Regione Campania a Santa Lucia a Napoli per raggiungere la sede dell'Unione Industriali passando anche sul lungomare.

La Regione intanto si è impegnata a costituire una commissione mista per definire, in modo corretto, sulla base di un aggiornamento del fabbisogno, i tetti di spesa. Ha chiesto ai direttori generali delle asl nelle prossime ore di individuare subito delle somme disponibili per coprire quelle prestazioni essenziali che i privati non potranno garantire fino a dicembre.