Giuseppe Antonucci aveva già ucciso: si tratta della sua prima moglie, assassinata, secondo quanto si è appreso, 26 anni fa. Ieri ha sparato alla sua ex compagna con cui era in fase di separazione e al nuovo compagno di lei ferendoli entrambi: è successo intorno alle 13.40 nel Centro Direzionale di Napoli, a pochi passi dal Tribunale. Il 54enne di Casalnuovo è stato fermato.
La prima ambulanza del 118 ha prelevato la donna, Rosaria Montariello, 40 anni, più grave - con un colpo alla testa- e l'ha trasportato al Loreto Mare. La seconda ha prelevato l'uomo, Antonio F., anche lui 40enne, ferito all'addome per portarlo al San Giovanni Bosco.
Subito dopo l'aggressione Antonucci sarebbe stato contattato telefonicamente da un poliziotto che lo ha convinto a costituirsi. Antonucci ha esploso cinque colpi che hanno ferito alla testa la donna e all'addome il nuovo partner di lei.
“Una nuova tragedia si è consumata oggi a Napoli. Rosaria Montaniello è stata ferita alla testa dall’ex marito mentre era con l’attuale compagno, ferito all’addome. L’aggressore, Giuseppe Antonucci, aveva già ucciso per gelosia nel 1991 la sua prima moglie. Siamo di fronte ad un’emergenza, come dimostrano anche i terribili fatti degli ultimi giorni di Rimini e Messina. Non possiamo più stare a guardare. Occorrono risposte concrete, efficaci ed immediate. È il tempo della certezza della pena. Nei casi di crudeltà mentale bisogna modificare la legge, affinché siano esclusi i patteggiamenti della pena, le attenuanti e gli sconti”. È quanto dichiara Imma Vietri (nella foto, ndr), coordinatore del Dipartimento Tutela delle Vittime della Campania.
“Indignarsi non basta più– aggiunge –. Vi è la necessità di tracciare percorsi concreti di recupero degli uomini violenti che, ancor prima che condannati, vanno rieducati al senso dell’affettività perduta, e non vanno mai abbandonati a se stessi come mine vaganti pronte a riesplodere”.
