Ucciso come un boss: Renato era un talento del calcio

Renato Di Giovanni aveva 21 anni

Napoli.  

Eppure era emerso, era uno di quei ragazzi che aveva talento. Tanto da meritarsi una maglia di una primavera importante e sapere di un altro mondo rispetto al disagio. Eppure no. Renato invece di scegliere il calcio, aveva scelto la sua periferia. Ventuno anni da una manciata di giorni, un passato come calciatore del Napoli primavera e un presente diverso dal mondo dello sport. Perchè? Sono le stesse ore in cui si traccia un bilancio grave di morti ammazzati, morti nelle strade di una Napoli dilaniata dalla faida tra clan. 23 nei primi sei mesi dello scorso anno. Solo per citare qualche numero. Napoli terra di guerra tra clan senza regole, un nuovo terrorismo senza regole e neanche guide durevoli. Eppure Renato Di Giovanni giocava a calcio e aveva un futuro. È stato ammazzato tra la gente Renato Di Giovanni, meteora delle giovanili del Calcio Napoli trucidato nella tarda mattinata di ieri a Soccavo, all’incrocio tra via Montevergine e via dell’Epomeo. È il primo morto di camorra del 2017. Due killer lo hanno ucciso. Erano in sella ad uno scooter e lo hanno ucciso davanti ad una Chiesa, in mezzo alla gente lungo quella arteria che congiunge Soccavo e il raccordo per il Vomero con Pianura. E' morto così tra clacson, traffico, persone. Sull'asfalto. Sparano e scappano. Il corpo di un poco più che ragazzino è a terra. 
 Inutile qualsiasi tentativo di soccorso: muore poco dopo, quasi sul colpo. Indagano i militari della Compagnia Bagnoli, guidati dal comandante Nicola Quartarone. Quello che viene fuori subito è che Di Giovanni, che da qualche tempo aveva abbandonato i campi di calcio, si era avvicinato al pericoloso giro della droga. Ad ottobre era stato arrestato insieme ad altre 4 persone, accusato di gestire una piazza di spaccio a Soccavo. Per quella vicenda era sottoposto all’obbligo di firma.

L’omicidio, ritengono gli inquirenti, potrebbe essere maturato quindi proprio nel mondo del malaffare. Pochi metri e la faida tra clan. Si scava. Gli inquirenti cercano scavato tra rapporti e guerre, sodali e nuovi cartelli.

Chissà. Resta il dolore di una morte. Un giovanissimo, che forse poteva salvarsi grazia a quel talento che Napoli tanto ama, il calcio.