di Simonetta Ieppariello
Un milione e mezzo di euro al mese per un giro di affari da 360 milioni in un anno. Tanto rendevano le 20 piazze a Rione Traiano al clan Puccinelli. Troppi soldi per fermare il vero motore del cartello e dopo il maxi blitz di ieri mattina è ritornato in moto già a mezzogiorno.
Alle 12, cioè quattro ore dopo la maxiretata che ha portato in carcere oltre ottanta persone, la piazza di droga più grande di Napoli, è stata riaperta dalla camorra. Hanno attrezzato nuovamente la «base» che era stata smantellata grazie all’arresto dei capi, dei pusher e delle vedette, comeirporta Il Corriere del Mezzogiorno.
La gestione delle piazze di spaccio del Rione Traiano a Napoli era affidata ad interi nuclei familiari ed avveniva sotto il diretto controllo del clan Puccinelli ed il clan Cutolo. Le piazze rimanevano attive 24 ore su 24, giorni festivi compresi. Interi nuclei familiari erano «impiegati» nella filiera dello spaccio: mamme, ragazzini e nonne confezionavano gli involucri contenenti coca e crak; adolescenti talvolta anche travisati con i mephisto svolgevano il ruolo di sentinelle sui tetti o ai «check point» lungo i viali. Tra i destinatari delle misure cautelari ci sono anche tante donne.
Nell’elenco c’è anche Arturo Equabile: il giovane che il 5 settembre 2014 si trovava nei viali del Rione Traiano quando un carabiniere in servizio al Radiomobile esplose un colpo di pistola dopo che uno scooter con due persone a bordo non si era fermato all’alt.
