Sgomberi a Pozzuoli: minacce di morte al sindaco Figliolia

Il sindaco va avanti

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Pozzuoli.  

di Simonetta Ieppariello

Minacce ed invettive in serie contro il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, sono apparse oggi sui social in riferimento alle operazioni di sgombero di 43 famiglie dai container con amianto, in corso in via generale Dalla Chiesa. La tensione è ancora alta, con un dispiegamento imponente di forze di polizia e la presenza dei tecnici comunali.

E sulla pagina Facebook del primo cittadino sono stati lasciati post e commenti di gravi minacce, finanche di morte, ma il sindaco assicura andrò avanti comunque. Tra le accuse sollevate quella di aver penalizzato famiglie bisognose. Gli interventi sono andati avanti con i tecnici del Comune che provvedono, appena liberato un container, ad interrompere erogazione elettrica ed idrica e a smantellare gli impianti, in modo da evitare nuove occupazioni.

Ieri una manifestazione con un corteo e sit in all'ingresso principale del comune al Rione Toiano, a Pozzuoli (Napoli), è stata organizzata da una cinquantina di residenti per protestare contro le operazioni di sgombero. A guidare la protesta i rappresentanti sindacali delle associazioni inquilini.

In totale sono 43 le famiglie residenti nel campo. Allestito un punto di prima accoglienza presso il palazzetto dello sport di Monterusciello.

«Per la tutela della salute pubblica e delle condizioni di vita degli abitanti dei container di via Carlo Alberto Dalla Chiesa è stato necessario lo sgombero - spiega il sindaco Figliolia su Facebook -. In quei prefabbricati è stato ritrovato amianto nella copertura e nelle pareti dei manufatti.

A gennaio ho firmato un'ordinanza per lo sgombero del campo, in seguito ad una richiesta di accertamento da parte della Procura.

Come Amministrazione abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità, per offrire aiuto a coloro che vivevano e vivono in condizioni di disagio, per tutelare la loro salute.
Alle famiglie occupanti è stato proposto un percorso di accompagnamento per la ricerca di una adeguata e idonea soluzione abitativa. Ma non è stato accettato.
Il Consiglio comunale ha deliberato il 28 marzo scorso un sostegno economico per aiutare queste famiglie ad affrontare l'emergenza.
In base a tale delibera è stato stabilito un contributo una tantum di € 3.000 a coloro con reddito Isee familiare non superiore a 18.000 euro annui; a queste somme si aggiunge un contributo mensile per la durata di 12 mesi, che varia dai 350 ai 650 euro al mese per coloro che hanno un reddito ISEE familiare non superiore a 6.000 euro annui.
Ci sono stati diversi incontri, tra il Comune e la Prefettura di Napoli, e si è giunti, dopo le verifiche delle situazioni familiari degli occupanti e dopo aver dato tutto il tempo necessario a lasciare autonomamente il campo container, al triste epilogo ».