Oggi i Carabinieri e la Polizia di Stato hanno arrestato tre persone ritenute responsabili di quelle vicende. Si tratta di Giuseppe Iaselli, 19 anni, il primo a sparare, di Vincenzo D'Avino, 22 anni, e di Arturo Picco, 30 anni. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, lesioni personali gravi e detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, con l'aggravante del metodo mafioso. L'agguato è maturato, secondo gli inquirenti della Dda, in un contesto camorristico e specificatamente nell'ambito del traffico di droga. I carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche sono riusciti a ricostruire la scena del crimine in 3D. Determinanti si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite e le intercettazioni.
Infatti proprio l'analisi delle immagini riprese dalle telecamere ha portato polizia e carabinieri all'identificazione delle tre persone arrestate oggi.
Giuseppe Iaselli è stato identificato nelle riprese prima della ”gambizzazione", in sella ad un ciclomotore insieme con Vincenzo Rossi nei pressi di Piazza Matilde Serao e, subito dopo, fuggire nei vicoli dei Quartieri Spagnoli con in mano una pistola.
Gli autori invece della sparatoria all’interno dell'Ospedale Vecchio Pellegrini sono stati identificati in D'Avino e Picco. Inquadrati dalle telecamere nella zona dei Quartieri Spagnoli, i due si sono camuffati, hanno prelevato una pistola e reso illeggibile la targa del ciclomotore utilizzato per l'azione di fuoco. Dopo la sparatoria, tra le vie dei Quartieri Spagnoli, si sono liberati degli indumenti utilizzati e hanno occultato la pistola in un nascondiglio.
