"Paga nessuno può aiutarti" cosi i Mauro chiedevano il "pizzo"

Dall’ordinanza del gip di Napoli Battinieri emergono dettagli inquietanti sul clan della Sanità

Napoli.  

Il clan Mauro aveva un controllo capillare di alcune zone del quartiere della Sanità a Napoli. Un controllo che si sostituiva allo Stato e pretendeva il “pizzo” senza badare alle risorse delle vittime. Taglieggiavano anche i commercianti e i piccoli imprenditori del Rione che erano in difficoltà economica portandoli anche al fallimento. 

Emerge anche questo dall’ordinanza con la quale il gip di Napoli Luca Battinieri ha disposto 19 arresti, eseguiti all'alba di stamattina dai carabinieri, nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti alla camorra. 

Le intercettazioni hanno svelto tutto il mondo del clan, l’organizzazione e la metodologia con la quale agivano i camorristi. In una conversazione,  intercettata, nell’abitazione del boss Ciro Mauro, si sentono Salvatore Marfè, Biagio D'Alterio e lo stesso Mauro intenti a discutere di un tentativo non riuscito di imporre il pizzo al titolare di un’azienda del quartiere. 

"Siamo andati da Sasà... l'azienda... che non sta lavorando, comunque gli dicemmo che non vogliamo sapere niente e di non andare sopra da Ciruzz come ha fatto l'altra volta perché poi facciamo le tarantelle". 

L’imprenditore, che si occupa di intermediazione nel settore dell’arredamento, e vive e lavora nel Rione Sanità, si rifiutava di pagare un pizzo di alcune migliaia di euro.

Chi si rifiutava di pagare era soggetto a violenze e aggressioni. Una vittima allla quale erano state richiesti 20mila euro, prima era stata costretta a recarsi a casa dal capoclan: “Devi venire sopra, ti vuole zio Ciro” gli dicono gli uomini del clan Mauro. Una volta arrivato a casa del boss all’uomo viene detto da Carlo Fiorito, uno degli arrestati "ringrazia a me che sei ancora vivo e non morto, ci devi portare 20mila euro, poi, dopo la consegna ti spiego il motivo della richiesta... non chiedere aiuto a nessuno perché nessuno ti può aiutare". La cifra viene dimezzata poi e alla fine l’uomo versa solo mille euro come acconto e chiede qualche giorno per versare i rimanenti 9mila. 

Sono sempre gli uomini del clan Mauro al centro dell’organizzazione di alcune delle stese che hanno terrorizzato il quartiere e che sono diventate dei campanelli d’allarme,  mostrando i momenti di maggiore fibrillazione e di maggiore tensione tra i vari clan che si contendono questo territorio. Sodalizi che vivono in una continua trasformazione degli equilibri e delle alleanze. Nomi di famiglie importanti nel panorama criminale camorristico, come i Sequini, i Vastarella, i Savarese, gli Esposito e i Genidoni. 

Il clan Mauro dopo anni di raid e di conflitti era riuscito a ritagliarsi un ruolo egemone nel quartiere e nell’ultimo periodo gestiva gli affari illeciti dallo spaccio al racket, del Rione Sanità, soprattuto a seguito dell’azione della magistratura e delle forze dell’ordine che hanno sgominato prima il clan Vastarella nel 2018 e poi i Sequino nel 2019.