“Quella madre sacrificava la tutela dei figli alla relazione col compagno, non era tutelante e protettiva nei confronti dei figli. Violenze ce ne sono state anche in passato ma lei ha sempre tutelato il rapporto con il compagno”. Sono alcune delle conclusioni, illustrate davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Napoli, del medico e consulente del tribunale dei Minorenni di Napoli in merito a Valentina Casa, madre del piccolo Giuseppe, ucciso a 7 anni dal patrigno Tony Essobti Badre. Il padre del piccolo invece ha tentato di presentarsi come “un padre amorevole, sebbene fosse un padre assente nella vita dei bambini”.
Una delle maestre invece ha spiegato che nove giorni prima dell'omicidio fu inviata una lettera alla preside per metterla al corrente del fatto che la sorellina di Giuseppe era arrivata a scuola piena di lividi e sollecitata dalle maestre aveva spiegato che quei segni erano conseguenza delle botte del patrigno.
Durante le indagini sulla morte del bambino di sette anni, proprio le maestre e la dirigente scolastica vennero sospese.
