Uccisero un vigilante a Piscinola, ridotta la pena

Nel marzo del 2018 colpirono a morte Francesco Della Corte per rubargli la pistola.

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Napoli.  

Nel marzo del 2018 aggredirono il vigilante della stazione della metropolitana di Piscinola a Napoli, Francesco Della Corte, che morì dopo 13 giorni di agonia in ospedale a causa delle ferite riportate. 

Oggi la Corte di Appello ha ridotto la pena a 14 anni e 6 mesi di reclusione,  escludendo l'aggravante della crudeltà (ex art. 61 num. 4 del cp), per Luigi Carrozza, Kevin Ardis e Ciro Urgillo.

Francesco della Corte, 51 anni, venne colpito violentemente alla testa con il piede di un tavolo di legno, trovato nell'immondizia. Il loro obiettivo era sottrarre all'uomo la sua pistola. La violenza dei tre minori suscitò indignazione e rabbia in tutta la città e sui social si scatenò una dura polemica la notizia dei permessi concessi a uno dei ragazzi, nell'ambito di un programma di recupero, per festeggiare i 18 anni, con foto e video pubblicati su Facebook dal ragazzo, e per un provino con una squadra di calcio.

I tre giovani, minorenni all'epoca dei fatti, dunque, pur essendo stati ritenuti responsabili della morte del vigilante Francesco Della Corte si sono visti ridurre la pena. 

La sentenza ha suscitato la reazione di alcuni componenti la famiglia del vigilante, presenti in aula. 

Lo scorso luglio, la Corte di Cassazione ha annullato le sentenze emesse nei confronti dei tre giovani, condannati in primo e secondo grado a 16 anni e 6 mesi di reclusione. Anche questa decisione suscitò la veemente reazione della famiglia. 

Luigi Carrozza, Kevin Ardis e Ciro Urgillo sono stati difesi, rispettivamente, dagli avvocati Mario Covelli, dall'avvocato Giuseppe Musella e dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Nicola Pomponio.