Assassinio di Simone Frascogna, la madre: "Mi aspetto una pena dura"

Giovedi verdetto di primo grado per l'omicidio della giovane vittima innocente di camorra

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Presidio davanti al tribunale: Borrelli e Simioli: Ci aspettiamo l'ergastolo

Napoli.  

Arriva tra poche ore il verdetto di primo grado per l'assassino di Simone Frascogna, il giovane di 19 anni che la notte del 3 novembre del 2020 è stato barbaramente ucciso a Casalnuovo soltanto perché aveva incrociato i ragazzi sbagliati. Tutto sarebbe partito per una precedenza mancata. la notte stessa tre ragazzi furono stati fermati per la morte di Simone. Il giovane che si è accusato dell’omicidio, il 18enne Domenico Iossa, si è costituito poche ore dopo l'omicidio: ha detto di avere accoltellato la vittima perché stava avendo la peggio in una colluttazione che lui e i suoi amici avevano causato per motivi di viabilità.

Assistito dall'avvocato Antonio Iorio, ha raccontato la sua versione di quella sera sfociata nel sangue. Dalla vettura il 18enne, o uno del suo gruppo, avrebbe cercato di mettere subito le cose in chiaro: "Tu non sai a chi appartengo". Ovvero, non sai da quale famiglia provengo. E in certi contesti queste parole significano solo una cosa: ti stai mettendo contro gente che te la farà pagare cara. La lite sembrava finita lì, ma poco dopo i ragazzi si sono incontrati  sul corso Umberto I, la strada principale di Casalnuovo. I tre ragazzi scendono e parte la colluttazione. Ma Simone  si sapeva difendere, andava in palestra, era appassionato di arti marziali. Ma uno degli aggressori ha tirato fuori il coltello: nove fendenti, due mortali. I tre indagati sono accusati di omicidio volontario e tentato omicidio, in concorso; Iossa è nel carcere di Poggioreale, i due minorenni  nel Centro di Prima Accoglienza del Tribunale di Napoli. 

Lo scorso giugno è iniziato il processo a carico dell’assassino di Frascogna. La Procura di Nola ha chiesto l'ergastolo per Domenico Iossa e giovedì  ci sarà il verdetto di primo grado. Natascia Lipari, la mamma di Simone,  ha parlato oggi in diretta alla radiazza con Gianni Simioli e il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli: "Mi aspetto una pena dura. La mia vita è terminata il giorno in cui hanno ucciso mio figlio. Non chiedo vendetta ma giustizia affinchè altri ragazzi non perdano la vita per motivi banali." "Ci aspettiamo l'ergastolo (che poi significa 26 anni circa di carcere effettivo) perchè c'è bisogno di giustizia e di condanne esemplari contro gli assassini, i criminali e i delinquenti" hanno dichiarato Borrelli e Simioli che sosterranno il presidio degli amici e familiari che si terrà domani fuori al Tribunale.