Giancarlo Siani, 37 anni dopo: esempio da non dimenticare. Ecco perché fu ucciso

Siani andava in giro cercando notizie, scrivendo sulle pagine della cronaca locale del Mattino

giancarlo siani 37 anni dopo esempio da non dimenticare ecco perche fu ucciso

Da allora la voce di Giancarlo Siani ha continuato a risuonare nei premi, nelle parole, nella cultura della legalità, nella lotta alla camorra.

Napoli.  

Ventisei anni e un sogno: essere giornalista.

Giancarlo Siani andava in giro cercando notizie, scrivendo sulle pagine della cronaca locale del Mattino della pervasività della camorra a Torre Annunziata.

Siani fu ammazzato la sera del 23 settembre del 1985, sotto casa, in piazza Leonardo, nel quartiere Vomero, a Napoli, dopo essere rientrato alla fine di un'altra giornata trascorsa per strada, consumando la suola delle scarpe, per cercare 'la' notizia. Era a bordo della sua Mehari, la stessa che anni dopo ha girato l'Italia contro ogni mafia.

La sera del delitto

Poco dopo le 21.30, arriva sotto casa. Lì lo aspettano due uomini, a volto coperto, e fanno fuoco: almeno dieci colpi, esplosi da una Beretta calibro 7.65. Ad ammazzarlo, come esecutori materiali, sono Armando del Core e Ciro Cappuccio, esponenti del clan dei Nuvoletta, organizzazione camorristica affiliata a Cosa Nostra. I mandanti sono i vertici del clan camorristico, Angelo e Lorenzo Nuvoletta, Luigi Baccante, Valentino Gionta (che in seguito fu scagionato in via definitiva dall'omicidio). L'ordine, però, arriva direttamente dalla Sicilia, dal boss di mafia Totò Riina.

Il Mattino, storico quotidiano di Napoli per il quale scrive come 'abusivo'. Il giornale è pronto per andare in stampa, manca una notizia, anche piccola, per riempire uno spazio in pagina. Di prassi scatta il giro di nera. È così che a via Chiatamone arriva la notizia che Siani è morto ammazzato. Ma sul giornale del giorno dopo, alla morte del 26enne viene dedicato pochissimo spazio. A rompere il muro del silenzio è il vescovo Antonio Ambrosanio, vicario generale di Napoli, che il 26 settembre celebra i funerali nella chiesa di Santa Croce. Per lui, l'ultimo articolo di Siani "era stato scritto con il sangue". Parole e tesi confermate dalle parole dell'allora ministro dell'Interno Oscar Luigi Scalfaro: "Una esecuzione di chiaro stampo camorristico".

La verità sulla morte di Siani verrà a galla a poco a poco, è racchiusa negli articoli che ha scritto sulla malavita di Torre Annunziata. Siani scriveva di appalti truccati, delle mani della camorra sulle elezioni, tangenti, minacce. Fu seguito, fotografato, pedinato da quella camorra per la quale era diventato un ostacolo da abbattere. Con ogni mezzo.

L'articolo che costò la vita a Siani era stato pubblicato tre mesi prima: "Camorra: gli equilibri del dopo Gionta" era il titolo del pezzo. Siani scrive che Gionta era stato arrestato perché tradito dai Nuvoletta, i suoi alleati. Un affronto per il boss che decise che Siani doveva essere zittito per sempre. Invece, quella morte toccò le coscienze della società civile. Da allora la voce di Giancarlo Siani ha continuato a risuonare nei premi, nelle parole, nella cultura della legalità, nella lotta alla camorra.