San Siro non emette sentenze definitive. Inter e Napoli si dividono la posta in un 2-2 intenso, nervoso e pieno di episodi, che lascia tutto aperto nella corsa al vertice e fotografa un Napoli ferito dalle assenze ma tutt’altro che rassegnato.
Parte forte l’Inter e dopo appena dieci minuti passa in vantaggio: McTominay perde una palla sanguinosa in uscita, Zielinski è rapido ad approfittarne e a servire Di Marco, che non sbaglia e firma l’1-0 nerazzurro. Sembra l’inizio di una serata in discesa per la squadra di Inzaghi, ma il Napoli reagisce con personalità, nonostante una formazione rimaneggiata all’osso.
Il pareggio arriva proprio da chi aveva “regalato” il vantaggio iniziale: McTominay si fa perdonare inserendosi con i tempi giusti su un bell’assist di Elmas e batte Sommer per l’1-1 che rimette tutto in equilibrio. Un gol pesante, che dà fiducia agli azzurri e cambia l’inerzia del match.
Nella ripresa il Napoli gioca meglio, tiene il campo con coraggio e prova a colpire. Ma ancora una volta il Var diventa protagonista in negativo per gli uomini di Conte: uno step on foot di Rrahmani su Mkhitaryan viene punito con il calcio di rigore. Le proteste sono furiose, Conte perde la calma e viene espulso. Dal dischetto Çalhanoglu è glaciale e firma il 2-1 che sembra indirizzare la partita verso l’Inter.
Sembra, appunto. Perché il Napoli non molla mai. Nemmeno nel momento più difficile, nemmeno con la panchina ridotta e le energie al limite. Nel finale Lang recupera una palla “dal nulla”, inventa la giocata giusta e serve ancora McTominay, che firma il 2-2 definitivo completando una serata da protagonista assoluto, nel bene e nel male.
Il pareggio impedisce all’Inter di volare a +7 e tiene il Napoli agganciato alla corsa, nonostante una situazione complicatissima per le numerosissime assenze che si trascina da settimane. Un punto che vale molto più per gli azzurri, per come è maturato e per il carattere mostrato. Ma anche un segnale chiaro: la lotta resta apertissima.
