Non sarebbe stata la mandragora, ma lo stramonio, un'altra erba velenosa con proprietà allucinogene, ad intossicare le 8 persone, tutte dell'area flegrea, finite all'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dopo aver mangiato degli spinaci sfusi, acquistati nei negozi di ortofrutta. Questo quanto riferito da Antonio Limone, direttore dell'Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, nel corso della sua audizione presso l'Osservatorio Regionale Sicurezza Alimentare della Commissione Regionale Agricoltura, Caccia, Pesca, Risorse Comunitarie e Statali per lo Sviluppo, presieduta dal consigliere regionale di "Europa Verde", Francesco Emilio Borrelli, che si è tenuta oggi, mercoledì 12 ottobre, nell'Aula del Consiglio Regionale della Campania, al Centro Direzionale di Napoli.
La novità emersa, dunque, in Commissione però è che la responsabilità dell'intossicazione non è da attribuire alla mandragora, ma alla così detta 'Erba del Diavolo': lo stramonio.
"Probabilmente – ha spiegato Limone – una presenza di foglie si stramonio è finita negli spinaci e ha intossicato le persone. Noi abbiamo questo fenomeno per due motivi, la maggiore concentrazione di tossina nel vegetale, dovuta alla temperatura a fuoco elevato, e la mancanza d'acqua, perché sono verdure molto tossiche".
Gli ispettori dell'Istituto Zooprofilattico hanno effettuato gli esami su alcuni campioni di spinaci. "Dalle analisi compiute – ha aggiunto Limone – è emerso che sicuramente l'avvelenamento è stato di origine vegetale. Per quanto riguarda il nostro Istituto, provvederemo a pubblicare sul sito internet le immagini delle più comuni piante che possano essere responsabili di avvelenamenti".
