West Nile: trovato il primo caso positivo in Campania, attivata l'unità di crisi

Il virus trasmesso attraverso una zanzara scoperto su un cavallo morto nella zona di Castelvolturno

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Dopo la conferma dell'Istituto di Portici è stata immediatamente attivata l’Unità di Crisi della Regione Campania

Napoli.  

West Nile: trovato il primo caso positivo in Campania. Il virus, trasmesso mediante la puntura di un insetto vettore, la comune zanzara, è responsabile della West Nile (Nilo occidentale) Disease, malattia che colpisce anche l’uomo, spesso senza alcun sintomo, ma, in molti casi, con una sintomatologia che varia da febbre a meningite.
Rinvenuto in Campania, e più precisamente nella zona di Castelvolturno, un cavallo deceduto con sintomatologia neurologica. Gli organi e l’encefalo dell’animale sono stati inviati presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, guidato dal direttore Antonio Limone, e sono risultati positivi al virus.

I risultati sono stati successivamente confermati dal CESME - Centro di Referenza Nazionale per lo studio e l'accertamento delle malattie esotiche degli animali - di Teramo. Attualmente in Italia settentrionale lo scenario è preoccupante: secondo l'ultimo bollettino dell' Istituto Superiore di Sanità del 5 ottobre scorso, sono stati confermati 551 casi umani di infezione da West Nile Virus (WNV), 278 dei quali hanno manifestato sintomi neuro-invasivi e ben 83 sono stati identificati tra i donatori di sangue. Ad oggi risultano 28 le persone decedute.

Oggi, a seguito della conferma della positività nel cavallo, è stata immediatamente attivata l’Unità di Crisi della Regione Campania e si è provveduto ad allertare tutti gli attori della sanità pubblica regionale e nazionale per i successivi adempimenti e per mettere in condizioni di sicurezza il territorio.
Dall'Istituto di Portici “si sottolinea l’importanza della sorveglianza integrata uomo/animale/ambiente
prevista dal Piano Nazionale Arbovirosi (PNA), che consente in casi come questo un controllo capillare, dal campionamento di equidi, di avicoli da cortile e di selvatici rinvenuti morti, nonché delle zanzare presenti sul focolaio di infezione, controlli sulle sacche trasfusionali, prelievi alle persone coinvolte nel focolaio, a garanzia della salute animale ed umana”. “Grazie agli interventi partiti tempestivamente – spiega il direttore generale Antonio Limone - sarà possibile un biocontenimento immediato e l’estinzione repentina del focolaio”.