Rimborsi falsi per le commissioni: sequestro per due ex consiglieri comunali

Il Riesame ha confermato il provvedimento del Tribunale dopo le indagini della Guardia di Finanza

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Torre Annunziata.  

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di uno dei due ex consiglieri comunali indagati per truffa continuata ai danni del Comune e falsità ideologica in atto pubblico. I fatti contestati si sarebbero verificati tra l'ottobre 2024 e l'ottobre 2025. Il secondo indagato, destinatario dello stesso provvedimento, non aveva invece proposto ricorso al Tribunale del Riesame.

L'indagine

Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno preso avvio da una segnalazione del segretario generale del Comune in merito ai gettoni di presenza e ai rimborsi erogati per la partecipazione dei consiglieri comunali alle commissioni consiliari.

La normativa prevede che i consiglieri comunali dipendenti da datori di lavoro privati o enti pubblici economici possano assentarsi per partecipare alle riunioni degli organi comunali, con il datore di lavoro che successivamente può richiedere il rimborso al Comune per le ore di assenza.

Le false dichiarazioni

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due ex consiglieri avrebbero presentato false autocertificazioni al Comune per ottenere rimborsi non dovuti. Il primo, dipendente di un ufficio postale in un altro Comune della provincia di Napoli, avrebbe dichiarato di non disporre di mezzi propri e di impiegare in media 85 minuti per raggiungere la sede comunale dal luogo di lavoro. Le attività di osservazione su strada e l'analisi delle telecamere di videosorveglianza avrebbero invece dimostrato che egli utilizzava abitualmente un motoveicolo intestato al padre, impiegando circa mezz'ora per il tragitto. Per il periodo da ottobre 2024 a ottobre 2025, il Comune avrebbe erogato indebitamente all'ufficio postale la somma di 4.093,70 euro.

Il secondo ex consigliere avrebbe invece costituito, in concorso con il padre, un rapporto di lavoro fittizio presso una sede lavorativa ubicata in un'altra regione, a una distanza tale da giustificare l'intera giornata di assenza per partecipare alle sedute delle commissioni consiliari. Le somme indebitamente erogate dal Comune tra giugno e novembre 2025, e percepite dal consigliere e dal padre, ammontano a 14.162,61 euro per il periodo dal 1° aprile al 30 luglio 2025.