"La relazione ispettiva straordinaria sull’ospedale Monaldi è ferma su una scrivania da un mese esatto. Gli uffici della Direzione Salute della Regione Campania si sarebbero trincerati dietro un silenzio che, sul caso di trapianti pediatrici più drammatico degli ultimi anni, suonerebbe come l'ennesima parete eretta tra le istituzioni e le famiglie".
A sei mesi circa dalla morte del piccolo Domenico Caliendo arriva il duro atto d’accusa di Federconsumatori Campania Aps che mette sotto la lente d’ingrandimento proprio il percorso che da quella tragedia doveva portare verità, e che ora secondo l’associazione rischia di arenarsi nel chiuso di un cassetto regionale.
Federconsumatori Campania torna alla carica con una formale istanza di autotutela indirizzata al Presidente della Giunta Regionale Roberto Fico e al Direttore Generale per la Tutela della Salute f.f. Ugo Trama. L'oggetto è duplice: il silenzio sulla relazione conclusiva dell'ispezione e il diniego opposto dall'amministrazione alla richiesta dell'Associazione di partecipare al procedimento.
Il fulcro dello scontro è la sospensione del programma di trapianti cardiaci pediatrici al Monaldi, disposta dalla Giunta nel marzo 2026 a fronte di gravissime criticità. L'ispezione straordinaria si è conclusa il 21 maggio 2026. Da allora, accusano dall’associazione dei consumatori, il sipario.
"Il Dottor Ugo Trama ha sulla scrivania la relazione conclusiva dell'ispezione da un mese esatto, dal 21 maggio, ma il documento resta secretato", è lapidario Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania APS.
"Non è stato emesso alcun atto definitivo, non è stato adottato alcun provvedimento sulle responsabilità dirigenziali e - cosa ancora più grave - è stato negato alla nostra Associazione il diritto di partecipare al procedimento, con scuse burocratiche intollerabili. Si pretende di accertare le responsabilità a porte chiuse, lontano dagli occhi di chi quelle criticità le denuncia da nove anni".
A spostare il fronte sul terreno della trasparenza e del consenso informato è il referente sanità dell'Associazione, l'avvocato Carlo Spirito, che porta alla luce un aspetto finora rimasto in ombra. «Nel dibattito sviluppatosi finora si è trascurata la lacuna più grave: la totale disinformazione ai danni delle famiglie dei piccoli pazienti", spiega il legale.
"I genitori sono stati tenuti all'oscuro di dati vitali (i volumi reali di attività, le carenze strutturali, le condizioni di sicurezza del Centro) al punto da rendere di fatto privo di reale fondamento il consenso prestato alle cure. E tutto questo è avvenuto con la tolleranza della Direzione Generale della Sanità campana".
Secondo il legale, l'amministrazione regionale ha avallato il rinnovo dell'autorizzazione ai trapianti prima ancora che il Centro Nazionale Trapianti verificasse l'attuazione delle prescrizioni obbligatorie. Da qui la richiesta, rivolta agli attuali decisori e in particolare al dottor Trama, di fare piena chiarezza sull'eventuale sussistenza di conflitti di interesse, anche personali.
"Il nodo autorizzativo è radicale e investe l'intero ospedale, non solo la pediatria" - ribadisce Spirito. "L'ultima istanza di autorizzazione del Monaldi come Centro Trapianti risale al 9 aprile 2002, e a quell'istanza non è mai seguito né il rilascio del titolo né l'accertamento dei requisiti minimi: da oltre vent'anni un'attività delicatissima come quella trapiantologica si esercita in un vuoto autorizzativo, in violazione dell'art. 16 della Legge 91/1999 e della disciplina sull'accreditamento di cui al D.Lgs. 502/1992. Per la branca pediatrica il vizio è ancora più profondo, perché quel codice di attività non è mai stato nemmeno richiesto".
A questo, prosegue l'Associazione, si sommano volumi di attività inadeguati, carenze strutturali gravissime e il reparto trapianti mai completato dal 2019 malgrado i finanziamenti. "Risulta incomprensibile», incalza il legale, «come non si sia disposto l'immediato trasferimento dei piccoli pazienti verso centri terzi, regolarmente autorizzati ed esperti. E non si esclude un danno erariale per i finanziamenti regionali concessi a fronte di prestazioni non conformi agli standard minimi, poi di fatto sospese. La Regione avrebbe dovuto vigilare con controlli costanti: invece le verifiche sono arrivate dal CNT, e solo su impulso di Federconsumatori".
Per l'Associazione lo scenario è stato favorito proprio dalla Regione Campania, che tra il 2023 e il 2024 ha rinnovato in fretta le autorizzazioni senza verificare l'adempimento delle prescrizioni del CNT, alimentando una pericolosa rappresentazione pubblica della struttura come «eccellenza» trapiantologica e nascondendo criticità sistemiche che lambiscono persino il programma per adulti, tuttora attivo.
Federconsumatori chiede dunque l'immediato annullamento in autotutela del diniego di partecipazione e la massima trasparenza sui potenziali conflitti di interesse interni alla Direzione Salute. Ma la richiesta, ora, si fa soprattutto politica e gestionale.
"L'esternalizzazione temporanea della cardiochirurgia pediatrica sta arrecando enormi disagi alle famiglie, alle quali esprimiamo tutta la nostra vicinanza», conclude il presidente Berritto. «Per questo, se davvero si vuole recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie, pretendiamo un immediato passo indietro da parte di chi, a livello regionale e aziendale, ha provocato questa gravissima situazione. Chi è parte del problema non può pretendere di esserne la soluzione. La sicurezza delle cure è un diritto costituzionale: non arretreremo di un millimetro finché non sarà fatta piena luce su questa gestione opaca".
