Una lite per un fallo durante una partita di calcetto, avvenuta lo scorso marzo, si è trasformata in una condanna a morte. È l’assurdo e drammatico movente dietro l'omicidio di Lorenzo, il ragazzo di 21 anni ucciso a Napoli con un colpo di pistola a bruciapelo.
Dopo quell'incontro di calcio, il giovane era stato ripetutamente minacciato e persino investito con un’auto; una spirale di terrore che lo aveva spaventato al punto da non fargli trovare il coraggio di denunciare. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, la mano che ha premuto il grilletto sarebbe legata a contesti della criminalità organizzata.
“Lorenzo ha perso la vita per un motivo banale, assurdo, inconcepibile. Di fronte a questa barbarie, il Governo nazionale è semplicemente ‘non pervenuto’. Non una parola da parte della presidente Meloni, dei vicepremier Salvini e Tajani, o dei ministri Piantedosi e Valditara, sempre prontissimi a condannare i reati quando sono commessi da cittadini stranieri, ma troppo spesso distratti davanti al cancro della camorra che continua a divorare i nostri territori.
Nessuno di loro affronta con serietà e fermezza i temi della desertificazione educativa e della criminalità giovanile nelle nostre città”.
Lo ha detto Ciro Buonajuto, consigliere regionale della Campania e presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali con delega alla Sicurezza.
“È inaccettabile che palazzo Chigi resti in silenzio davanti a questa strage generazionale. Ormai nella nostra regione si uccide per un nonnulla, per uno sguardo di troppo o per un fallo su un campo di gioco.
Penso a Lorenzo, ma il pensiero va anche a Fabio Ascione, a Ylenia Musella, a GiòGiò Cutolo, a Francesco Pio Maimone, a Santo Romano. Parliamo di giovani e giovanissimi che hanno perso la vita a causa di un’emergenza che è sociale ed educativa prima ancora che criminale. La repressione e il controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, a cui va il mio totale e personale ringraziamento per il lavoro straordinario che svolgono, sono sacrosanti, ma da soli non bastano più. Per salvare i nostri ragazzi servono risposte strutturali: servono più scuole, aperte anche il pomeriggio, presidi di socialità e spazi di aggregazione gratuiti dove le famiglie non devono pagare cifre esorbitanti per offrire un'alternativa ai propri figli.
Serve ricostruire una comunità basata sulla cultura della legalità e non sull'idolatria della malavita. Il Governo deve cambiare rotta e deve farlo in fretta. Non ci servono leader che alimentano il conflitto sociale e basano il proprio consenso sulla rabbia, ci servono istituzioni presenti.
Giorgia Meloni si svegli: la Campania non è solo Caivano, c’è un’intera regione che grida aiuto e che non può essere abbandonata”, conclude il presidente della Prima Commissione, Ciro Buonajuto.
