Omicidio Spasiano a Miano, il parroco al killer: pentiti e consegnati

Le indagini sull'omicidio: la pista del calcetto e il legame con i clan

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Napoli.  

Il quartiere Miano, alla periferia nord di Napoli, fa i conti con un’ennesima tragedia assurda. L'omicidio di Lorenzo Spasiano, il ventunenne incensurato ucciso a colpi di pistola nella notte tra il 22 e il 23 giugno, riapre violentemente il dibattito sulla criminalità giovanile a Napoli e sulla facilità con cui si spara tra i ragazzi. Mentre le indagini di Carabinieri e Procura stringono il cerchio attorno al presunto responsabile, un 17 enne legato da parentela con il clan Lo Russo, dal cuore del quartiere si leva una voce, quella di don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo.

L'appello del parroco: "Pentiti e costituisciti"

Don Salvatore Cinque, che ieri ha fatto visita alla famiglia Spasiano per stringersi al loro dolore, ha lanciato un monito durissimo: "A colui che ha premuto il grilletto chiedo di pentirsi e di costituirsi. Alla famiglia di Lorenzo, invece, chiedo di non chiudersi nel dolore ma di trasformarlo in speranza. Una speranza che però non sia rassegnazione, bensì speranza attiva." Il sacerdote ha acceso i riflettori su una realtà drammatica che da anni affligge le strade della periferia napoletana, evidenziando come i contrasti stradali o le banalità quotidiane si trasformino troppo spesso in sentenze di morte.

Le indagini sull'omicidio: la pista del calcetto e il legame con i clan

Dal punto di vista della cronaca giudiziaria, il fascicolo, coordinato dalla pm Enrica Parascandolo della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), si starebbe concentrando su un sospettato specifico. Gli inquirenti battono la pista di una vendetta nata per futili motivi: un violento litigio avvenuto lo scorso marzo durante una partita di calcetto a Miano.

Il sospettato: Un ragazzo di 17 anni.

Il minorenne sarebbe imparentato con un esponente di spicco del clan Lo Russo (storicamente noto come i "Capitoni" di Miano).Tra Lorenzo e il diciassettenne ci sarebbero stati altri screzi successivi, culminati in minacce ("Te ne devi andare da Miano") e in una scazzottata in strada. I Carabinieri della compagnia Stella stanno vagliando anche piste alternative, ma il movente del dissidio sportivo degenerato in faida personale resta al momento il più solido.

L'ombra del passato: da Lello Perinelli a Lorenzo Spasiano

L'inchiesta su Miano non può ignorare i corsi e ricorsi storici di una violenza fotocopia. Lo ha ricordato lo stesso Don Salvatore, tracciando un doloroso parallelismo con un altro dramma locale. Nell' ottobre 2018, a pochi metri di distanza, perdeva la vita Raffaele "Lello" Perinelli, promessa del calcio campano, anche lui ucciso a soli 21 anni con una coltellata al cuore dopo un litigio banale davanti a un circolo ricreativo. 

"A Miano ci sono sempre litigi tra giovani," ha concluso amaramente il parroco, "non è la prima volta, ma speriamo che questa sia l'ultima". La comunità ora chiede risposte immediate, non solo sul fronte giudiziario, ma soprattutto su quello delle istituzioni sociali e dell'educazione dei minori a rischio.