Una nuova prova documentale potrebbe ribaltare l’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto all'ospedale Monaldi di Napoli. La difesa del cardiochirurgo Guido Oppido ha depositato davanti al Tribunale del Riesame un fotogramma estratto dalle copie forensi, che ricostruisce minuziosamente la sequenza temporale dei drammatici minuti del trapianto eseguito lo scorso 23 dicembre.
Al centro della discussione giudiziaria vi sono i tempi della cardiectomia, ovvero l'asportazione del cuore malato del bimbo rispetto all'effettivo arrivo in sala operatoria dell'organo proveniente da Bolzano, risultato danneggiato dal ghiaccio secco. Secondo quanto sostenuto dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, che difendono il primario e la sua vice Emma Bergonzoni, lo scatto risalente alle ore 14:31 immortala un operatore sanitario con le mani nel box refrigerato aperto. Un elemento che, per la difesa, smentirebbe la versione secondo cui a quell'ora il contenitore fosse ancora chiuso, confermando la contestualità dell'intervento e ridimensionando l'accusa di falso in cartella clinica.
"I tre elementi piu' significativi sono: i box in sala alle 14.26 quindi era gia' arrivato; alle 14.31 c'e' gia' un operatore con le mani dentro un box che sta estraendo il cuore con il fumo del ghiaccio che esce - dice l'avvocato Manes - alle 14:34 un video in cui si vede il cuore con attivita' contrattile".
L'udienza dinanzi al Riesame, chiamato a valutare il ricorso contro l'interdizione dai pubblici uffici per il primario, ha portato all'acquisizione di una maxi-perizia. Quest'ultima evidenzia come l'eventuale anticipo dell'espianto rientrerebbe comunque nelle linee guida internazionali, mentre resta centrale il dolore dei genitori, assistiti dall'avvocato Francesco Petruzzi, che continuano a chiedere giustizia anche alla luce dei dubbi sulla mancata applicazione di un cuore artificiale.
