Massa di Somma, Claudia Cavallo è la prima garante comunale per i detenuti

Cavallo: la sicurezza non può esistere senza diritti

massa di somma claudia cavallo e la prima garante comunale per i detenuti

Il primato in Campania

Massa di Somma.  

Claudia Cavallo è la prima Garante comunale delle persone private della libertà personale nella storia della Campania.

La scelta di Massa di Somma

Il Comune di Massa di Somma restituisce centralità a una figura istituzionale fondamentale e affida l’incarico a una professionista da anni impegnata nel mondo penitenziario e nella tutela dei diritti.

Il carico istituzionale

Un incarico che ha il valore di una responsabilità istituzionale, ma anche quello di un riconoscimento a un percorso costruito negli anni sul campo. È Claudia Cavallo, criminologa e giurista, da anni impegnata nella tutela dei diritti delle persone private della libertà personale e nelle tematiche penitenziarie, la prima Garante comunale delle persone private della libertà personale nella storia della Campania. Il Comune di Massa di Somma diventa così il primo Comune campano a restituire formalmente alla propria comunità questa importante figura di garanzia, affidandone la responsabilità a una professionista che da anni conosce da vicino le complessità del sistema penitenziario.

Il percorso, la nomina

Il procedimento istituzionale ha seguito il proprio percorso: la Commissione competente ha esaminato le candidature e formulato la proposta; il Consiglio comunale ha deliberato sulla nomina e, successivamente, il Sindaco di Massa di Somma, Gioacchino Madonna, ha formalizzato l’incarico attraverso il decreto di nomina. Un percorso nel quale ha avuto un ruolo significativo anche l’assessore alle Politiche Sociali, Vincenzo Ciriello, che ha promosso e sostenuto l’iniziativa, contribuendo alla restituzione al territorio di uno strumento di tutela che assume oggi un significato particolarmente importante.

L'impegno nel tempo

Cavallo arriva a questo incarico dopo anni di attività nel mondo dei diritti, della criminologia e dell’ambito penitenziario. Il suo approccio, però, vuole distinguersi da una concezione meramente formale della funzione di Garante.

"Sarò capace di ascoltare e risolvere"

«Il mio non sarà un lavoro di semplice ispezione, ma un lavoro orientato alla conoscenza e alla risoluzione dei problemi. Il Garante deve essere una presenza capace di ascoltare, mettere in relazione, individuare criticità e costruire soluzioni attraverso il confronto con le istituzioni e con tutti i soggetti che vivono quotidianamente la realtà penitenziaria».

I principi 

Il punto di partenza sarà naturalmente la tutela delle persone detenute e internate: condizioni di detenzione, accesso alla salute, salute mentale e psichiatrica, percorsi trattamentali, rieducazione, formazione, lavoro e reinserimento sociale. Ma la prospettiva della nuova Garante sarà dichiaratamente a 360 gradi.

Non solo impegno locale

 «Il mio sguardo non sarà limitato alle persone ristrette originarie o residenti a Massa di Somma. La libertà personale non si ferma ai confini amministrativi di un Comune e, quando una persona chiede aiuto, merita ascolto. Molte persone detenute sono infatti ristrette in istituti diversi da quello territorialmente più vicino alla propria comunità di appartenenza. Per questo, nel pieno rispetto delle competenze istituzionali e in raccordo con gli altri soggetti di garanzia, intendo mantenere uno sguardo sull’intera realtà penitenziaria campana, visitando i diversi istituti e prestando ascolto anche a quelle persone detenute che, pur trovandosi in altri penitenziari della regione, dovessero rivolgersi a me per rappresentare una problematica o chiedere tutela. Perché quando si parla di diritti, si ragiona sull’interezza della persona, non sulla sua collocazione geografica». «Non guarderò al carcere soltanto dalla parte di chi è detenuto. Ascolterò anche la Polizia Penitenziaria, perché chi garantisce la sicurezza deve essere messo nelle condizioni di lavorare in sicurezza. Oggi molti operatori vivono situazioni di forte difficoltà professionale e personale. Non si può parlare seriamente di sicurezza se chi è chiamato ogni giorno a garantirla non si sente, a sua volta, sufficientemente tutelato». È una posizione che Cavallo intende ribadire senza ambiguità: la tutela dei diritti non può trasformarsi in una contrapposizione tra categorie. «I diritti riguardano la persona, non la categoria. Un detenuto, per me, è prima di tutto una persona. Ma anche un agente di Polizia Penitenziaria è prima di tutto una persona e poi un appartenente a un Corpo. Dobbiamo riuscire a tenere insieme sicurezza, dignità, legalità e diritti. Non sono concetti alternativi». La nuova Garante intende quindi costruire un rapporto costante con la direzione degli istituti, con la Polizia Penitenziaria, con gli educatori, gli assistenti sociali, gli psicologi, i sanitari, i magistrati di sorveglianza, l’Amministrazione Penitenziaria e tutti i professionisti che concorrono alla gestione della complessa realtà carceraria. «Il Garante non deve sostituirsi a chi amministra il carcere e non deve essere un antagonista delle istituzioni. Deve essere una figura autonoma, autorevole e capace di confronto. Quando emergerà un problema, il mio compito sarà portarlo all’attenzione di chi può contribuire a risolverlo. E quando sarà necessario assumere una posizione netta a tutela di un diritto, non mi tirerò indietro». Al centro dell’attività ci sarà anche il dopo. Perché la funzione di garanzia non può esaurirsi dentro le mura di un istituto penitenziario. Reinserimento sociale, formazione, lavoro, rapporti con il territorio, progettualità con le istituzioni e con il mondo del volontariato saranno parte di un percorso finalizzato a rendere effettivo il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena. «Il carcere non può essere un mondo separato dalla società. Se vogliamo parlare di sicurezza reale, dobbiamo occuparci anche di ciò che accade prima e dopo la detenzione. Una persona che esce dal carcere deve trovare una possibilità concreta di ricostruire la propria vita. Il reinserimento non è un favore concesso al detenuto: è un investimento sulla sicurezza della collettività». La nomina di Claudia Cavallo assume dunque un significato che va oltre il singolo incarico. Massa di Somma inaugura una nuova stagione della garanzia comunale in Campania e affida questa responsabilità a una professionista che ha fatto della tutela della persona e della conoscenza del sistema penitenziario uno degli assi principali del proprio percorso. «Ringrazio il Sindaco Gioacchino Madonna, l’assessore Vincenzo Ciriello, la Commissione e il Consiglio comunale per la fiducia. So perfettamente che questo incarico comporta responsabilità importanti. Non lo considero un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Entrerò in questa funzione con rispetto per le istituzioni, autonomia di giudizio e la determinazione necessaria per ascoltare tutti: chi è privato della libertà, chi lavora negli istituti, le famiglie e tutti coloro che vivono quotidianamente le conseguenze della realtà penitenziaria». E proprio da questa impostazione arriva il messaggio che accompagnerà il mandato della nuova Garante: «La sicurezza non può esistere senza diritti. E i diritti non hanno una divisa: appartengono alla persona».

Il confronto 

 Con la nomina di Claudia Cavallo, Massa di Somma non si limita dunque a istituire una figura di garanzia: sceglie di riportare il carcere e le persone private della libertà dentro il perimetro della comunità, del confronto istituzionale e della responsabilità collettiva. Un primato regionale che, per la nuova Garante, non rappresenta una medaglia da esibire, ma un impegno da onorare.