Capodanno: "L'inquinamento pubblicitario non è solo una questione estetica"

Il comitato Valori Collinari denuncia l’installazione selvaggia di manufatti

capodanno l inquinamento pubblicitario non e solo una questione estetica

Napoli: al Vomero è allarme inquinamento pubblicitario. Il Comitato Valori Collinari denuncia l’installazione selvaggia di manufatti...

Napoli.  

Il Comitato Valori Collinari, in piena continuità con i comunicati già prodotti in passato su degrado che affliggono il quartiere collinare, denuncia con la massima durezza il ripresentarsi, ancora una volta, del fenomeno dell’“inquinamento pubblicitario”.

Si tratta dell’installazione, sempre più massiccia e incontrollata, di numerosi manufatti pubblicitari, strutture, pannelli, tabelloni, stand e supporti vari, collocati senza un piano organico, senza una logica di decoro urbano e senza alcun rispetto per le regole di tutela della viabilità e della sicurezza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: strade e piazze invase, visuale ostacolata, problemi concreti per pedoni e automobilisti, in un quadro che trasforma spazi pubblici di pregio in una sorta di “fiera permanente” a cielo aperto.

Il Comitato ricorda che l’inquinamento pubblicitario non è solo una questione estetica: è un fenomeno che incide sulla sicurezza stradale, sulla fruibilità degli spazi pubblici, sulla qualità della vita e sulla percezione stessa del quartiere. Strutture posizionate in modo arbitrario riducono la visibilità agli incroci, restringono i passaggi pedonali, creano intralci alla circolazione e contribuiscono a quell’immagine di disordine e abbandono che il Comitato denuncia da tempo.

A questo si aggiungono gli aspetti sociali e psicologici dell’inquinamento visivo. Studi e rapporti internazionali definiscono l’eccesso di pubblicità come una forma di visual pollution, capace di generare stress, affaticamento mentale, senso di soffocamento e perdita di identità dei luoghi. Quando ogni superficie diventa supporto per messaggi commerciali, il cittadino smette di riconoscersi nel proprio quartiere: le strade non sono più spazi di relazione e bellezza, ma diventano semplici contenitori di annunci. L’impatto è particolarmente forte su anziani, bambini e persone con fragilità, che faticano a orientarsi in un ambiente saturo di stimoli visivi aggressivi e continui.

Non siamo soli in questa battaglia. Da San Paolo, che con la “Legge Città Pulita” ha rimosso oltre 15.000 maxi-cartelloni e 300.000 insegne, ad Amsterdam, che ha vietato la pubblicità di auto inquinanti, voli low cost e carne nei luoghi pubblici, passando per Parigi, Lione, Edimburgo e altre città europee che stanno eliminando la pubblicità fossile e ridisegnando gli spazi urbani, il messaggio è chiaro: molte realtà hanno già scelto di dire basta all’inquinamento pubblicitario. Anche in Italia, da Monza a Parma, da Cassino a tante altre città impegnate nella rimozione di impianti abusivi, sono state condotte operazioni per restituire legalità, sicurezza e decoro agli spazi pubblici. Il Vomero non può e non deve restare indietro.

"Quello che stiamo vivendo al Vomero è un vero e proprio assalto pubblicitario al suolo pubblico - dichiara Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari -. Manufatti installati senza un piano, senza criterio, senza rispetto per le regole: ovunque, strade e piazze vengono invase da strutture che ostacolano la visuale, creano intralci ai pedoni e mettono a rischio la sicurezza degli automobilisti. Non è decoro, non è vivibilità, non è città: è inquinamento pubblicitario, è occupazione illegittima di spazi che appartengono a tutti. I cittadini pagano le tasse per avere strade sicure, pulite, fruibili, non per trovarsi a dover schivare cartelloni e strutture che trasformano il Vomero in una perenne fiera di paese. È inaccettabile che si continui a tollerare questo scempio" .

Il comitato Valori Collinari chiede con fermezza un intervento immediato del Comune e degli uffici competenti per l’adozione di un piano organico e trasparente per le installazioni pubblicitarie, che tenga conto della sicurezza, della visibilità, della fruibilità degli spazi, del decoro urbano e anche degli impatti sociali e psicologici dell’inquinamento visivo, controlli rigorosi e costanti per impedire nuove E una consultazione reale con i comitati di quartiere e i cittadini, prima di approvare nuove installazioni o nuovi piani pubblicitari che impattano su strade e piazze.