Su iniziativa del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello, e del Garante del comune di Napoli, don Tonino Palmese, si è tenuto un incontro, da loro stessi fortemente richiesto, con Gaetano Gubitosa, Direttore Generale dell'Asl Napoli 1 centro.
All'incontro hanno preso parte Luisa Russo, direttore del dipartimento di salute mentale dell'Asl Napoli 1 centro, Anita Rubino, direttrice Uoc dipendenze est dell'Asl Napoli 1 centro, e Giovanni Sapio, responsabile della struttura operativa di sanità penitenziaria dell'Asl Napoli 1 centro.
L'incontro è stato promosso dai Garanti per affrontare congiuntamente le gravi criticità degli istituti di pena, focalizzandosi sulle complesse esigenze dell'articolazione di salute mentale,420 affetti da disturbi psichici e 80 psicotici, e sull'alto numero di persone con problemi di tossicodipendenza, che in Campania superano quota 2.125 detenuti, 804 a Poggioreale e 302 nel carcere di Secondigliano.
Da circa un anno l'Asl Napoli 1 centro ha intrapreso un importante percorso di stabilizzazione del personale. Secondo i dati forniti dall'azienda, al 19 ottobre 2026 prestano servizio negli istituti di competenza 267 operatori sanitari, oltre a 61 medici di continuità assistenziale.
Nel dettaglio:
Casa Circondariale di Poggioreale "Giuseppe Salvia": 129 operatori (91 infermieri, 8 dirigenti psicologi, 26 Oss, 1 fisioterapista, 3 tecnici di radiologia) e 31 medici di continuità assistenziale.
Centro Penitenziario di Secondigliano "Pasquale Mandato": 130 operatori (99 infermieri, 4 dirigenti psicologi, 21 Oss, 2 fisioterapisti, 1 dirigente radiologo, 1 tecnico di radiologia, 1 assistente sociale, 1 Iocr - Incarico organizzativo di coordinamento/referente) e 28 medici di continuità assistenziale. Istituto Penale per minorenni di Nisida: 8 operatori (6 infermieri, 1 OSS, 1 Iocr - incarico organizzativo di coordinamento/referente) e 2 medici di continuità assistenziale.
Tra le priorità portate sul tavolo dai Garanti figura la mancata apertura, della nuova Rems (Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) mal grado la deliberazione del Consiglio regionale di tre anni fa. Una carenza strutturale a cui l'Asl Napoli 1 Centro fa fronte quotidianamente grazie all'impegno del Dipartimento di Salute Mentale: attualmente sono infatti 7 i detenuti con misura di sicurezza sanitaria presi in carico ed ospitati all'interno delle Sir (Strutture Intermedie Residenziali).
Nel corso del confronto richiesto dai Garanti, pur esprimendo apprezzamento per lo sforzo di stabilizzazione dell'Asl, Ciambriello e Palmese hanno sollecitato con forza un potenziamento operativo del lavoro del SerD e del Centro di Salute Mentale. L'obiettivo primario è intensificare la presenza e la tempestività delle valutazioni clinico-assistenziali per costruire e favorire percorsi terapeutico-riabilitativi alternativi al carcere, consentendo l'accesso alle misure sanitarie e territoriali previste dalla legge per chi soffre di patologie psichiatriche o problemi di tossicodipendenza.
I garanti chiedono:"Rafforzamento SerD e CSM per misure alternative sviluppo di protocolli operativi snelli con la magistratura di sorveglianza e l'amministrazione penitenziaria per facilitare l'ingresso dei detenuti vulnerabili nelle reti territoriali di cura. Definizione di linee guida di presa in carico sociosanitaria fin dalla fase di ingresso e in vista della dimissione e del reingresso in società."_
L'appello finale alla Regione Campania, i Garanti Samuele Ciambriello e don Tonino Palmese rivolgono un accorato ed urgente appello alle istituzioni regionali:
"Ringraziamo la direzione dell'ASL Napoli 1 Centro per la disponibilità al confronto e per lo sforzo assunzionale messo in campo, così come per la fondamentale opera di supplenza svolta attraverso le SIR, dove sono attualmente accolti 7 detenuti che dovrebbero trovare posto nella nuova REMS. Ma di fronte a numeri spaventosi – con oltre 2.000 detenuti tossicodipendenti in regione, 2.310 presenze a Poggioreale su 1.360 posti, 1.524 a Secondigliano su 1.096 e persino Nisida al completo con 74 minori – la sanità penitenziaria rischia il collasso e il carcere diventa un mero contenitore di sofferenza.
Rivolgiamo un appello urgente e forte alla Regione Campania affinché riconosca formalmente un extra fabbisogno sanitario. Le risorse umane ed economiche destinate alla tutela della salute negli istituti di pena non possono più essere calcolate sulla capienza teorica delle strutture, ma devono adattarsi ai numeri reali del sovraffollamento. Garantire un'adeguata copertura sanitaria, potenziare il lavoro del SerD e dei centri di salute mentale per favorire le misure alternative e tutelare la dignità delle persone ristrette significa difendere un dovere costituzionale e la sicurezza dell'intera comunità. Il 5 novembre su questi temi in Consiglio regionale ci sarà un seminario sulla Sanità penitenziaria per fare un bilancio a 18 anni dalla riforma ".
