Poveri cacciatori di Pokemon. Prima sbeffeggiati, derisi, a volte insultati. Poi anche rapinati: prede troppo facili. Soprattutto per i criminali a caccia di smartphone. Li esibiscono, inevitabilmente, e spesso per seguire le tracce dei Pokemon da “catturare” si addentrano in luoghi un po' isolati. Decisamente insicuri. E decisamente ideali per una rapina.
E' accaduto a Napoli. Dove le rapine dei telefonini hanno sostituito un must degli anni '80 e '90, il furto di stereo da auto. Gli agenti del commissariato di San Ferdinando, coordinati dalla procura del tribunale minorile di Napoli, hanno identificato due giovani specializzati proprio in questo tipo di colpi.
Si tratta di due minorenni. Identificati grazie a foto, video e appostamenti. I due sono stati arrestati ieri. Uno è recluso in un centro di accoglienza, l'altro in un carcere minorile.
Sarebbero due rapinatori seriali. L'ultimo colpo l'otto agosto. Una donna che faceva jogging.
Ma la rapina del Pokemon è del trenta luglio. Villa comunale di Napoli. Il posto dove i programmatori della diffusissima applicazione hanno sistemato un gran numero di Pocket Monster da catturare. Ed è quindi frequentatissima da “cacciatori” armati di telefono cellulare bene in vista. Vittima un 16enne di Frattamaggiore. Che è stato seguito e minacciato. Il tentativo di reazione è finito male. Ha ricevuto due coltellate. Una al braccio, l'altra al gluteo. I due malviventi sono andati via con il bottino.
Da qui sono partite le indagini degli investigatori che, dopo due settimane sono riusciti a identificare e arrestare i giovani criminali.
