Massa Lubrense, Lucio De Maio: "Schiuma dovuta a piogge e fogne obsolete"

C'è grande apprensione per lo stato del mare nella Penisola Sorrentina

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Il direttore dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella spiega: è un fenomeno che non riguarda l'inquinamento fecale. Gli ultimi dati di Arpac risalgono al 14 giugno. In queste condizioni meglio però non immergersi. Sistema fognario obsoleto.

Massa Lubrense.  

Non accennano a placarsi le polemiche sulle condizioni del mare che bagna i lidi della Penisola Sorrentina e che da circa dieci giorni si presenta di colorazione marrone-verdestro e anche maleodorante in alcune zone della costa. Si susseguono con le polemiche anche le ipotesi sulle cause di un fenomeno che, indubbiamente, scaturisce anche dai grandi numeri della popolazione che praticamente è quadruplicata dall'inizio della stagione mentre il depuratore di Punta Gradelle, già tarato per servire un'utenza di gran lunga inferiore al numero dei residenti, è assolutamente inadeguato a fronteggiare un surplus di scarichi fognari, senza contare la presenza di alcune "fratture" sulla condotta che da Sorrento convoglia gli scarichi a Vico Equense per la depurazione.

Sull'argomento registriamo un nuovo intervento di Lucio De Maio, direttore dell'Area Marina Protetta Punta Campanella che per anni ha ricoperto il ruolo di dirigente del settore mare di Arpac.

De Maio: fino al 14 giugno nessun rilievo di inquinamento fecale nelle analisi delle acque

"Come già ho avuto modo di spiegare nei giorni scorsi, la particolare colorazione dell'acqua e la presenza di schiuma è dovuta alla proliferazione del fitoplancton e alla concomitanza di vari fattori che ne hanno accentuato gli effetti. La presenza di queste schiume in mare non è un fatto nuovo, ma anche se forse in maniera più contenuto, si è sempre verificata. Nel corso degli ultimi 15–20 anni è stato anche accentuao dalla proliferazione di specie tipiche per l’abbondante produzione di poloisaccaridi, come il Fragilidium sp, prelevato già nel 2009 nelle nostre acque, con la fuoriuscita di muco dalla rottura delle placche.
A conferma e riprova di quanto affermato può essere utile visitare il sito di ARPAC in cui è possibile osservare che le ultime analisi compiute in penisola sorrentina in data 14 giugno scorso, non hanno rilevato alcun segno di inquinamento fecale, con tutti i parametri entro la norma. Quindi, appena una settimana prima del fenomeno di cui si sta parlando, nel nostro mare non si registrava alcuna presenza di sostanze inquinanti provenienti da scarichi fognari. Ricordiamo e sottolineiamo che l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale è l'unica titolata a svolgere questi controlli e certificare la qualità delle acque e svolge il suo ruolo con professionalità e scrupolo".

"La schiuma non ha un odore di fogna...è una suggestione derivante dalla colorazione..."

"Un'altra precisazione da fare - aggiunge De Maio - è che questa schiuma, inizialmente bianca e con la persistenza in mare tendente al marrone, non ha puzza di fogna come riportato in alcuni commenti. Personalmente ho prelevato centinaia di campioni di schiume e l’unica cosa che può far sentire odore di fogna è la suggestione determinata dall’aspetto certo non piacevole. Naturalmente, ed è anche superfluo dirlo, non è consigliabile nuotare in mezzo a questa schiuma.
Il maestrale di sabato e un poco di tramontana di domenica mattina hanno favorito un rimescolamento delle acque.  Infatti la temperatura superficiale del mare risulta di quasi due gradi in meno rispetto allo scorso venerdì, a riprova dell’ingresso di acqua esterna al golfo. In questi giorni l’aspetto esteriore delle acque risulta nettamente migliorato, ma chiaramente non è possibile sperare che vada tutto bene ed affidarsi sempre alla grossa capacità di rigenerazione del nostro mare. Come già detto, è necessario effettuare grossi interventi alle infrastrutture fognarie vecchie ed obsolete".

(Nella foto il direttore De Maio in fase di prelievo di campioni d'acqua marina per l'Arpac)